Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <167>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 167
costituzionale; successivamente si era avuta una infornata di nuovi senatori, tra i quali non figurava il nome di Giuseppe Vigoni, la cui nomina era fuori di contestazione prima dei fatti dello scorso maggio , mentre vi figurava quello di Ugo Pisa, presidente della Camera di Commercio di Milano e noto esponente del partito democratico.271
I giornali radicali non mancavano di fare risaltare questi insuccessi dei moderati e nello stesso tempo non perdevano l'occasione per rinfocolare la pole­mica sui fatti di maggio, nella convinzione che con l'appoggio concesso allo stato d'assedio i loro avversari avessero commesso un errore, che sarebbe costato loro la supremazia politica a Milano. Il Secolo, che durante la forzata assenza di Ro-mussi era diretto da Ernesto Teodoro Moneta, riuscì a mettere a segno un colpo giornalistico magistrale con la pubblicazione del rapporto ufficiale del generale Bava Beccaris e di quello del generale Maino, comandante la Divisione di Mi­lano, sui fatti di maggio.28) Lo scopo della pubblicazione di questi documenti, giunti nella redazione del quotidiano radicale per una via inconfessata, ma certo abbastanza altolocata, era quello di dimostrare in modo inoppugnabile che non vi era stata alcuna premeditazione della rivolta, che la repressione era stata ec­cessiva, che gran parte di ciò che seguì ai quattro giorni della repressione fa di un'enormità inqualificabile ,29) che comunque la responsabilità maggiore non spettava all'esercito, ma alle autorità politiche e municipali che affidarono al­l'esercito un mandato sproporzionato alla realtà dei fatti , mentre i tumulti avrebbero potuto essere domati dall'autorità civile, col concorso anche di quella militare, ma senza spargimento di sangue o almeno con assai minori vittime e senza proclamare lo stato d'assedio.
Ma il torto più grave, secondo noi insisteva II Secolo è stato nel sistema che ha seguito lo stato d'assedio, nel regime di dispotismo che ha signoreggiato per quat­tro mesi a Milano, quando in pochi giorni la tranquillità era completamente ritornata e la sicurezza intieramente raggiunta.
26) La Lombardia, 21 novembre 1898. Lo stesso giornale, che aveva commentato con soddisfazione la nomina di Zanardelli alla presidenza della Camera e riteneva definitivo l'accantonamento del famoso omnibus di leggi reazionarie del marchese Di Rudinì , scriveva: Ci auguriamo che l'on. Pelloux non si preoccupi troppo degli avvenimenti mo­derati di Milano e prosegua per la sua via, sulla quale La Perseveranza profetizza tante sventure .
27 J Mancava dalla lista dei nuovi senatori anche il nome di Luigi Rossi, che veniva da più parti indicato come il possibile punto di riferimento di un partito prefettizio di concentrazione liberale. Rossi era esponente di quell'ala del partito democratico milanese più vicino alle posizioni di Zanardelli, con il quale si era incontrato ai primi di settembre (Lega lombarda, 9-10 settembre 1898). Domenico Fari ni riferisce di aver avuto un lungo colloquio, il 26 ottobre, con Pelloux a proposito dei nuovi senatori. 11 Presidente del Con­siglio gli disse che Zanardelli chiedeva per Milano la nomina sia di Rossi, sia di Pisa. Pelloux, consultatosi coi suo interlocutore, concluse: a Segno Ugo Pisa e dirò a Zanardelli che si contenti di uno. Peccato che non gli si possa mettere a riscontro Ettore Ponti che fuggì per i fatti di maggio né il sindaco Vigoni, che si portò non bene, né è uomo di valore (DOMENICO FABINI, op. cit., p. 1367).
2*) II Secolo, 30-31 ottobre; 31 ottobre-I" novembre; 1-2, 2-3, 6-7, 7-8 novembre 1898.
2 // Secolo, 8-9 novembre 1898, a La verità sui fatti di maggio .
W Ibidem. . ? -Vi