Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Maurizio Punzo
La conclusione non poteva che essere una requisitoria contro i moderati:
Se tali uomini antiquati esistono nella città nostra, noi non domandiamo né odio, né rappresaglie. Domandiamo soltanto che lascino il posto ad uomini più degni.31)
La polemica sullo stato d'assedio e sulle sue responsabilità era naturalmente legata intimamente alla richiesta di un completo ristabilimento delle libertà politiche ed economiche. Tntt'altro che secondario era poi il problema del danno economico che la città aveva subito durante lo stato d'assedio e che lo stesso Vigoni già in giugno aveva previsto, addossandone logicamente la colpa ai malvagi che avevano causato i tumulti e quindi la necessaria repressione.
Radicali e socialisti addossavano invece alla Giunta il danno di quattro mesi di forzata inattività economica33' ed i socialisti in particolare insistevano sull'aspetto dei salari e dell'occupazione, che non era stato modificato dalla cessazione dello stato d'assedio, denunciando come, in mancanza delle leghe di resistenza e delle società di mutuo soccorso che tutelassero gli interessi degli operai, le condizioni di questi fossero tristissime , e continue le violazioni delle tariffe concordate e la tendenza al ribasso dei salari. Se si guarda agli statuti delle società disciolte scriveva il settimanale socialista si vede bene quale ne era lo scopo . La maggior parte, infatti, tutelava i soci disoccupati, altre, come quelle dei tipografi, dei muratori, dei guantai, dei cappellai, sussidiavano gli ammalati, alcune anche gli inabili al lavoro. Ora questa tutela non esisteva più ed i funzionari, che avrebbero dovuto far rispettare la legge, erano alla mercé di una triste fazione che si è impadronita del potere .
La Camera del Lavoro,35' sciolta con decreto di Bava Beccaris il 7 maggio insieme con le 109 società ad essa aderenti, non aveva ottenuto ancora il permesso di ricostituirsi e le singole società operaie potevano tornare all'esistenza legale con estrema difficoltà e dopo lunghe attese. Ogni società, infatti, doveva presentare in Questura una domanda, chiedendo di ricostituirsi daccapo. Tali domande ricevevano una risposta solo dopo parecchie settimane,36' o non la
3,) Della tensione esistente in città in quei giorni in seguito alla pubblicazione dei rapporti si può avere una conferma dalfatto che l'on. De Cxistoforis, che parlava al Comitato elettorale del HI Collegio, fu interrotta dalla polizia ed impedito di proseguire quando toccò lo spinoso argomento dell'operato dei tribunali militari (La Lombardia, 7 novembre 1898; Il Secolo, 7-8 novembre 1898).
32) ATTI DEL COMUNE DI MILANO, Parte prima. Atti del Consiglio comunale (d'ora in poi citati semplicemente come Atti del Consiglio Comunale). Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 3 giugno 1899, pp. 814-815.
33) Il Secolo, 15-16 settembre 1898, <r I danni dello stato d'assedio . Il settimanale dei socialisti rilevava, a fine novembre, come l'industria e il commercio risentissero ancora dello stato d'assedio e come fosse ancora fortissima la disoccupazione (La Lottai 26-27 novembre 1898).
3fl La Lotta 26-27 novembre 1898.
35) Sulle vicende della Camera del Lavoro di Milano in questo periodo vedi MARIA BONACCINI, Ricostituzione e sviluppo della Camera del Lavoro di Milano (1898-1904), in La Camera del Lavoro di Milano dalle origini al 1904, Milano, 1975.
36) La Lotta, 8-9 ottobre 1898. Bava Beccaris aveva fatto inoltre distruggere carte, registri e ce quant'altro venne sequestrato nei giorni del maggio 1898 nelle abitazioni perquisite dalla polizia (ATTI DEL PARLAMENTO ITALIANO, Camera dei Deputati. Sessione 1899. Discussioni, voi. terzo, tornata del 1 marzo 1899. Interpellanza dcll'on. De Cristo foris, p. 2449) come confermò anche il sotto-segretario agli Interni Maraengo-Bastia (ibidem, pp. 2449-2451).