Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <171>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 171
consigli comunali e provinciali anch'essi in favore della liberazione di tutti i detenuti politici.5l)
Anche a Milano i consiglieri radicali portarono dinanzi al Consiglio comu­nale la proposta di un voto in favore dell'amnistia, ponendo in grave imbarazzo la maggioranza, non soltanto per l'impopolarità che avrebbe avuto un esplicito pronunciamento contro un atto di clemenza, ma anche perché dichiaratamente favorevoli all'amnistia erano i cattolici intransigenti, che, però, avevano rifiutato di aderire alla campagna promossa dai partiti dell'Estrema, con i quali non in­tendevano confondersi. A favore dell'amnistia si espresse, infatti, il consigliere cattolico Cesare Nava, in apertura della seduta del Consiglio comunale del 24 novembre,52* anticipando la proposta del consigliere democratico Rossi, il quale anche a nome del collega Salmoiraghi presentò un ordine del giorno: H Consiglio comunale, considerando le buone condizioni dell'ordine pubblico nella città di Milano, all'intento di promuovere la completa pacificazione degli animi, espone il voto che la prerogativa sovrana restituisca alla libertà i con­dannati politici .53) Rispose subito il Sindaco Yigoni, sostenendo che un simile voto avrebbe offeso il mandato amministrativo del Consiglio comunale e sarebbe stato comunque nullo. Prego quindi terminò Vigoni i proponenti di vo­ler accontentarsi delle dichiarazioni mie, nel senso che il Consiglio confida unanime nel cuore magnanimo di Umberto I per quella vera pacificazione che tutti desideriamo .
Ma tale appello, subito tradotto da De Capitani in un ordine del giorno, non venne accolto dai democratici. Si ebbero grandi tumulti, sedati alla fine da Salmoiraghi, il quale, dopo aver deplorato, come prima di lui Nava, il fatto che non si potesse raggiungere su una questione del genere l'unanimità del Con­siglio comunale, propose che tutti coloro che esprimevano i voti per una pronta amnistia, si levassero in piedi. Si alzarono subito i democratici e parte dei cle­ricali, poi i consiglieri della maggioranza e, tra gli ultimi, Gaetano Negri.M)
Si trattava indubbiamente di un grosso successo dei democratici, che ave­vano obbligato i moderati a subire la loro iniziativa, senza che questi riuscis­sero a mascherare l'impressione di una profonda frattura all'interno della mag­gioranza, tra le due ali del partito cattolico.-
Il problema dell'amnistia e quello stesso dell'interpretazione del maggio '98
51) Voti che il Presidente del Consiglio, il quale si era detto contrario all'amnistia parlando alla Camera a fine novembre, considerava illegali e respingeva. Egli respinse ad esempio al mittente il verbale del 19 dicembre 1898, inviatogli dal Consiglio comunale di Tagliolo, nel circondario di Novi Ligure, il quale faceva voti per l'amnistia, e segnalò la cosa al prefetto competente, perché provvedesse ad annullare tale verbale (ARCHIVIO CEN­TRALE DELLO STATO, Atti Presidenza del Consiglio. 1898. Pelloux. Fascicolo 113).
52> Atti del Consiglio comunale. Annata 1898-99. Seduta ordinaria del 24 novem­bre 1898, p. 2.
53) Ibidem, p. 3. Il fatto che fossero Rossi e Salmoiraghi a presentare l'o.d.g. per l'amnistia aveva un preciso significato, essendo essi stati tra i consiglieri della minoranza che il 3 giugno avevano votato a favore del plauso a Bava Beccaria proposto dalla Giunta per aver saputo provvedere al pronto ristabilimento della calma con fermo proposito e con elevati intendimenti civili e patriottici (Atti del Consiglio comunale. Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 3 giugno 1898, p. 815).
54) // Secolo, 25-26 novembre 1898. La cronaca del Secolo, in questa come in molte altre occasioni, è più ricca di particolari di quella ufficiale raccolta negli Atti del Consi­glio comunale.