Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Maurizio Punzo
non era del resto runico a dividere i cattolici dell'Osservatore da quelli della Lega Lombarda, e, infatti, all'in do ni ani della cessazione dello stato d'assedio, l'Osservatore cattolico, facendo il punto su ciò che era successo a Palazzo Manno negli ultimi quattro mesi, aveva confermato il proprio consenso alla Giunta per quanto concerneva l'estensione della cinta daziaria, ma si era espresso in termini critici su altre questioni, tra le quali quella dell'Umanitaria.55*
Durante lo staio d'assedio, il 14 maggio, Bava Beecaris aveva sciolto il Consiglio direttivo della Società Umanitaria, Fondazione Loria, per motivi di ordine pubblico, considerandolo uno dei centri della sovversione cittadina, ed aveva chiamato la Congregazione di Carità ad assumere l'amministrazione dell'ente, incaricandola insieme di proporre una modificazione dello Statuto, in guisa di renderlo meglio consono ai fini voluti dalla legge .56) La Congregazione aveva celermente proceduto in quest'opera di riforma, che limitava l'autonomia dell'Umanitaria e, secondo i radicali ed i socialisti, ne snaturava le funzioni e gli scopi, togliendole quelle istituzioni che dovevano occuparsi della previdenza e dell'assistenza. In tal modo alla Fondazione Loria sarebbe rimasta soltanto la Casa di Lavoro, il che significava mutare profondamente sia gli intendimenti di Loria, sia gli sforzi fatti dai primi organizzatori della Società.
La stessa struttura democratica dell'Umanitaria veniva intaccata dallo Statuto proposto dalla Congregazione: per divenire soci bisognava impegnarsi a versare 6 lire annue per tre anni consecutivi, mentre lo stesso Loria aveva stabilito in una lira la quota di iscrizione.
La Congregazione aveva subito inviato il nuovo Statuto5S* al Comune di Milano, che per legge era tenuto a dare il proprio parere. La Giunta, nella relazione che fece al Consiglio comunale, si disse favorevole al nuovo Statuto e presentò un ordine del giorno di plauso allo zelo e alle premesse della Congregazione, di approvazione dello Statuto stesso e di augurio che le competenti autorità lo sancissero sollecitamente.59)
La proposta della Giunta venne accolta dalla maggioranza del Consiglio, ma ne nacque una vivace polemica, che si spostò sulla stampa e che proseguì per parecchi mesi.
Ai radicali e ai socialisti che criticavano il nuovo Statuto, La Perseveranza rispondeva che esso, invece di violare gli scopi dell'Umanitaria , meglio ne tutelava l'esecuzione, rendendo impossibile la trasformazione di un'Opera Pia, importantissima e per fine e per patrimonio, in un centro di clientele politiche e di politiche agitazioni . Ciò che invece radicali e socialisti contestavano era prima di tutto il fatto che un'istituzione tradizionalmente indipendente e legata ai partiti popolari venisse ridotta ad un'appendice della Congregazione di Carità, rientrando, quindi, nella tradizionale gestione conservatrice e, dal 1895, clericale, delle istituzioni caritatevoli anziché essere un centro di cultura popo-
M L'Osservatore cattolico, 7-8 settembre 1898.
3*) Aiti del Consiglio comunale. Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 22 agosto 1898. Relazione della Giunta comunale, pp. 1010-1014.
57) /; Secolo, 21-22 settembre 1898; La Lotta, 22-23 ottobre 1898.
58) ATTI DEL COMUNE DI MILANO. Annata 1897-98. Parte seconda. Allegati agli Atti del Consiglio comunale. Proposte alla Congregazione di Carità di Milano per la riforma dello Statuto della Società Umanitaria. Relazione al Signor Sindaco di Milano.
> Ibidem.
*) La Perseveranza, 4 settembre 1898.