Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <173>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 173
lare e di formazione professionale come era stato auspicato da Loria e sancito dal primitivo Statuto. Essi mettevano anche in dubbio la legalità sia dello scio­glimento del Consiglio direttivo, sia -del modo con cui si era proceduti alla for­mulazione del nuovo Statuto.61)
Le polemiche non si spensero neppure dopo il voto favorevole al nuovo Statuto espresso dalla Giunta Provinciale Amministrativa, che respinse anche il ricorso di alcuni soci dell'Umanitaria, poiché tale parere, come del resto quello del Consiglio comunale, era puramente consultivo. Quello definitivo spettava al governo, sentiti altri pareri, come quello del Consiglio di Stato e del Consiglio di Previdenza. Il lungo iter del nuovo Statuto dell'Umanitaria sembrava fatto apposta per mantenere viva la discussione su di esso a Milano, durante tutto il periodo delle due campagne amministrative del 1899.
Un altro motivo di accesa polemica nelle settimane che seguirono la fine dello stato d'assedio e nei mesi successivi fu la questione del licenziamento di alcuni maestri socialisti. L'assessore all'istruzione, prof. Giussani, a nome della Giunta, avanzò, infatti, in ottobre alcune proposte di provvedimenti discipli­nari in confronto di insegnanti comunali, che, dimentichi degli obblighi assunti coll'accettazione dell'impiego nelle scuole del Comune, non si peritarono di pub­blicamente agitarsi e di far cattiva propaganda a favore di partiti sovversivi .63* La proposta riprendeva quella avanzata il 10 luglio da Bava Beccaris, il quale, considerando intollerabile che vi fossero maestri aderenti ad associazioni sov­versive, aveva chiesto che alcuni di essi fossero ammoniti e cinque fossero li­cenziati.M) La Giunta accettava nella sostanza le idee del Regio Commissario, ma limitava a tre le proposte di licenziamento. L'accusa verso Luigi Ferrarlo, Linda Malnati e Giovanni Piazza e la conseguente proposta di chiedere il loro licenziamento al Consiglio scolastico provinciale era quella di essere socialisti e di avere aderito alla sezione maestri e maestre della disciolta Camera del Lavoro.65* Questa durissima richiesta, cui era seguita poco dopo un'ammonizione del Sindaco a tutti i maestri iscritti alla Camera del Lavoro,66* non mancò di provocare una profonda crisi all'interno della maggioranza e della stessa Giunta, dalla quale si dimise l'assessore Ponzio.67*
La riunione della maggioranza del Consiglio comunale che si ebbe la sera del 6 ottobre per discutere il caso fu tutt'altro che tranquilla e molti dei venti-
61* II Secolo del 19-20 settembre sosteneva che il Consiglio comunale, approvando il nuovo Statuto prima di trenta giorni dalla sua pubblicazione, avesse violato Tart. 68 della legge 17 luglio 1890 sugli Istituti di Pubblica Beneficienza.
62) Dello Statuto dell'Umanitaria si occupò, a partire dal febbraio 1899, il Consiglio di Previdenza, che vi apportò alcune modifiche in senso contrario alle aspettative dei mo­derati. Dopo la vittoria dell'Unione dei partiti popolari fu comunque possibile ripristinare il vecchio Statuto, ma solo nel 1902 l'Umanitaria potè, nel pensiero, negli studi, e nelle deliberazioni del suo Consiglio ricostituito, trovare i pruni inizi della sua vita (SOCIETÀ UMANITARIA, L'Umanitaria e la sua opera, Milano, 1922, p. 21).
63) Atti del Consiglio comunale. Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 7 otto­bre 1898. Seduta segreta, p. 1102.
M* Ibidem, pp. 1102-1103.
65) Ibidem, p. 1103. Linda Malnati rispose con una nobilissima lettera (Il Secolo, 9-10 ottobre 1898).
66) Il Secolo, 25-26 ottobre 1898.
67) Il Secolo, 29-30 ottobre 1898.