Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Maurizio Punzo
quattro presentì si rifiutarono di cedere alle insistenze di Vigoni, di Negri e di Giussani, tanto che la decisione di portare in Consiglio la proposta di licenzia-mento venne presa a maggioranza. Il dissenso si manifestò, però, anche il giorno dopo durante la discussione del Consiglio: il moderato Canetta si associò pubblicamente al radicale Salmoiraghi nel dichiararsi contrario alla proposta della Giunta e al momento del voto molti consiglieri, soprattutto cattolici intransigenti, si schierarono con l'opposizione.68*
Vi era poi un altro argomento che, pur vedendo sostanzialmente solidale la maggioranza che sorreggeva la Giunta Vigoni, contribuì non poco a rinsaldare l'opposizione radicale e socialista e a provocare malcontento verso l'amministrazione moderata: quello dell'allargamento della cinta daziaria. Si trattava certo di un fatto essenzialmente amministrativo, che, però, toccava problemi di fondo dell'amministrazione di una grande città e che coinvolgeva palesemente gli interessi sia dei ceti popolari, sia degli industriali.
Ancora una volta la polemica sullo stato d'assedio tornava in primo piano a causa del metodo seguito dalla Giunta nel realizzare il provvedimento di allargamento della cinta daziaria prima che Milano tornasse sotto l'imperio della legge s>. Dopo l'unificazione, nel giugno 1873, nei due Comuni di Milano e dei Corpi Santi, che costituivano i sobborghi, si era creata una situazione anomala, per cui il capoluogo lombardo continuava ad essere diviso in due zone l'ima all'interno della cinta murata, con il regime daziario del Comune chiuso; l'altra, il circondario, che manteneva il regime di Comune aperto. Già la Giunta Negri (1884-1889) aveva avuto in animo di unificare a tutti gli effetti le due parti della città, ma era riuscita solo a mandare in porto l'unificazione delle liste elettorali amministrative, che per effetto del dcereto del 4 luglio 1873 della Deputazione provinciale erano separate nelle due zone.69' La Giunta Vigoni aveva proposto già nel 1895 l'unificazione tributaria del Comune, ma a causa di dissensi presenti nella stessa maggioranza sul problema del mantenimento del dazio murato, il delicato problema era stato affidato allo studio di una commissione, detta dei nove dal numero dei suoi componenti.
Questa aveva proposto di mantenere solo formalmente il regime di Comune chiuso, mediante una drastica riduzione delle voci soggette al dazio murato (dovevano rimanere infatti soltanto le imposte sulle carni e sulle bevande alcoliche e gassose) e l'istituzione della tassa di famiglia.70) La Giunta non aveva
) Il Secolo, 8-9 ottobre 1898; La Lombardia, 9 ottobre 1898.
*9 In base al decreto della Deputazione provinciale, gli abitanti di Milano avevano il diritto all'elezione di 61 consiglieri, quelli dei Corpi Santi ne eleggevano invece 19. La proposta di Negri (Atti del Consiglio comunale. Annata 1884-85. Seduta straordinaria del 25 novembre 1884, pp. 95-138) fu vista dall'opposizione radicale come un preludio all'allargamento della cinta daziaria. Essa era anche dettata dal timore che, in base all'aumento della popolazione degli ex-Corpi Santi, questi potessero ottenere il diritto di aumentare la propria rappresentanza in Consiglio comunale, continuando ad eleggerla su una lista separata. Su questo punto vedi anche AUGUSTA DEL VECCHIO VENEZIANI, op. c'ik, pp. 174-175.
70) Per la discussione da cui era emersa la proposta di nominare la commissione dei nove, vedi: Atti del Consiglio comunale. Annata 1895-96. Sedute straordinarie del 16, 17, 18, 19 dicembre 1895, pp. 47-167. La relazione della Giunta, predisposta dall'assessore Ferrario (Esame del fabbisogno finanziario e proposte di modificazioni dell'Ordinamento Tributario del Comune, Milano, 1895), si trova negli Allegati allo stesso volume degli ATTI DEL COMUNE Dì MILANO. La relazione della commissione dei nove, la relazione di mino-