Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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175
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 175
accettato le proposte della commissione e aveva presentato un suo controprogetto, che prevedeva l'allargamento della cinta mediante la riduzione di alcune voci del dazio, senza, però, istituire nessuna imposta diretta. Nel gennaio 1897 il Consiglio comunale approvò il piano della Giunta, che rimaneva, però, inattuabile in mancanza di una legge del Parlamento che permettesse ai Comuni di allargare le proprie cinte daziarie, tutelando allo stesso tempo lo Stato per i minori introiti che avrebbe ricavato dalla riduzione di alcune voci del dazio consumo. Si ebbe infatti la legge del 14 luglio 1898, la quale permetteva appunto ai Comuni chiusi di procedere all'allargamento delle proprie cinte daziarie, mediante un leggero aumento del canone governativo e la previa applicazione della tassa di famiglia o di quella sul valore locativo. La Giunta di Milano aveva immediatamente scelto quella di valore locativo, il Consiglio comunale il 28 luglio 1898 aveva approvato questa scelta ed il giorno successivo aveva anche approvato la proposta di allargare la cinta daziaria e tutte le misure atte a farla funzionare.71' Un mese più tardi, dopo la seconda votazione del Consiglio, prevista dalla legge,n) la nuova cinta diventava una realtà. La Giunta, cui era stato delegato il compito di fissare la data del trasferimento dalla vecchia cinta alla nuova,73) scelse il 1 settembre 1898 e da quel giorno Milano venne unificata dal punto di vista tributario.
Radicali e socialisti criticarono aspramente il modo con cui si era proceduto allo spostamento della cinta, mentre perdurava lo stato d'assedio, ma il loro dissenso riguardava soprattutto la decisione in sé di ampliare la cinta, mantenendo il regime di Comune chiuso.
I partiti popolari sostenevano innanzitutto gli interessi dei corpisantini , degli abitanti, cioè, del vecchio circondario esterno, i quali erano favoriti dal precedente regime daziario. Questo avvantaggiava, oltre ai ceti popolari dei sobborghi, che costituivano il nerbo del seguito elettorale dei partiti popolari,74) anche le industrie che operavano in regime di Comune aperto, mentre con l'allargamento si trovavano soggette all'imposta sui materiali da costruzione. Questa concordanza di interessi tra operai ed industriali contribuiva a rinsaldare, anche su questo argomento, l'alleanza tra socialisti e radicali.
ranza del consigliere De Capitani e la controproposta della Giunta si trovano tutte in ATTI DEL COMUNE DI MILANO. Parte seconda. Annata 1896-97. Allegati. Dei risultati della commissione e delle controproposte della Giunta si occupò anche LUIGI EINAUDI (La riforma tributaria di un grande comune, in Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925), voi. I (1893-1902), Torino, 1959, pp. 16-31). Sullo stesso problema vedi anche MARIA ADELE SALA, L'attività del Consiglio comunale e della Giunta municipale di Milano dal 1888 al 1900, in 7/ Comune di Milano, Milano, 1970, pp. 90-92.
71) Atti del Consiglio comunale. Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 28 luglio 1898, pp. 891-893; Seduta straordinaria del 29 luglio 1898, pp. 929-978.
72) Ibidem. Seduta straordinaria del 22 agosto 1898, pp. 990-991. La nuova tariffa comprendeva 60 voci anziché 121. (ATTI DEL COMUNE DI MILANO. Annata 1897-98. Parte seconda. Allegati A, B e C alla relazione e proposte in ordine all'unificazione tributaria
del Comune).
73) jifti del Consiglio comunale. Annata 1897-98, Seduta straordinaria del 29 luglio
1898, p. 929.
74) T due Collegi in cui era diviso il circondario esterno erano stati conquistati, nelle elezioni del 1897, rispettivamente dai socialisti (il V) con Turati e dai radicali (il VI) con Mussi. Degli altri quattro Collegi della città tre erano in mano dei moderati ed uno, il III, era stato conquistato dal radicale De Cristoforis.