Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Maurizio Punto
Fu proprio un industriale, il radicale Salmoiraghi, che si oppose in Con* giglio comunale alla proposta di allargamento della cinta daziaria, adducendo come primo argomento quello dell'illegalità del provvedimento, poiché violava le guarentigie sancite dal r. decreto 8 giugno 1873 di annessione del comune dei Corpi Santi alla città .75) I radicali, d'accordo con i socialisti, pronosticavano poi il fallimento della cinta daziaria simbolica, che secondo loro non poteva che alimentare il contrabbando, e proponevano in alternativa la trasformazione di Milano in Comune aperto,76) ritenendo che col nuovo sistema il danno eco* nomico arrecato a Milano sarebbe stato immenso : L'allargamento della linea daziaria al suburbio segnerà le colonne d'Ercole del progresso industriale e commerciale della città, perché Milano cesserà dall'essere centro di produzione per trasformarsi gradatamente in puro centro di consumazione . Essi erano, infatti, del parere che l'esistenza di un punto franco alle porte di Milano giovasse sia alla parte interna sia a quella esterna della città, in quanto le maggiori industrie, che si trovavano nel suburbio traevano giovamento dalla minore tariffa daziaria allo stesso modo dei suoi abitanti.78)
Contro l'allargamento della cinta daziaria e a favore del Comune aperto si pronunciò, il 14 settembre, il Circolo liberale suburbano, che deliberò di nominare una commissione composta di rappresentanti delle diverse industrie e dei commerci danneggiati dall'allargamento.79) Una rappresentanza di industriali su-burbani si recò il 20 settembre dal prefetto, presentandogli l'ordine del giorno votato dal Circolo liberale suburbano e tutti gli altri memoriali di protesta votati nel suburbio contro l'allargamento della cinta daziaria ed esponendo a Municchi i danni recati all'industria ed al commercio milanese dal nuovo regime tributario. m) Molti industriali minacciarono addirittura di trasferirsi al di là della nuova cinta,81* mentre l'Esercente, il periodico della Federazione degli esercenti, iniziava una vera e propria campagna contro la nuova cinta.
L'avvicinarsi delle elezioni amministrative parziali vedeva quindi un sostanziale accordo dei partiti milanesi dell'Estrema sinistra non solo sul piano politico, ma anche su quello dei problemi amministrativi. Era quindi presumibile che tale alleanza, che poteva praticamente considerarsi un fatto compiuto e che era favorita dalla strategia dei socialisti milanesi, propensi a lasciare ai radicali l'onere di reggere l'amministrazione civica, si traducesse anche in un accordo elettorale. L'eventualità della nascita di un terzo partito intermedio, costituito dai moderati e dai radicali o almeno' da una parte di questi, era senza dubbio assai remota, sia per la mancanza a Milano di una Sinistra costituzionale zanardelliana, come vi era a Brescia, sia perché le solidarietà interne ai due partiti della borghesia cittadina erano state rinsaldate dagli ultimi avvenimenti, nonostante le divergenze che si erano avute in entrambi. La situazione politica generale contribuiva a rendere impossibile che moderati e radicali pò* tessero trovare un accordo, anche se non si poteva trascurare il fatto che una
75) Affi del Consiglio comunale. Annata 1897-98. Seduta straordinaria del 28 luglio 1898, p. 967.
76) il Secolo, 10-11 settembre 1898.
77) Ibidem.
78) La Lombardia, 1 settembre 1898.
79) La Lombardia, 15 settembre 1898; 72 Secolo, 15-16 settembre 1898.
80) il Secolo, 20-21 e 21-22 settembre 1898. SD n Secolo, 18-19 novembre 1898.