Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <177>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 177
parte del partito radicale, quella stessa che aveva votato il plauso al generale Bava il 3 giugno 1898, provasse una profonda diffidenza nei confronti del par­tito socialista.
Su molte cose Luigi Rossi, l'ing. Salmoiraghi, il sen. Porro e lo stesso Luigi Baroni, segretario della potente Federazione degli esercenti, roccaforte elettorale dei radicali, si sentivano più vicini a un Colombo, a un De Angeli o a un Pirelli che non a un Lazzari o a un Croce. Essi facevano, però, parte in­tegrante del partito radicale e non erano certo propensi ad abbandonarlo indi­vidualmente per trasmigrare nelle file moderate, dove d'altra parte dominavano ancora gli uomini della Costituzionale che tutto il partito radicale desiderava vedere allontanati da Palazzo Marino. Si ebbe poi, infatti, una sola defezione, quella del sen. Porro, che fu più l'espressione di un disagio personale che non di un disegno politico tendente a rafforzare il partito moderato. Le posizioni dell'ala più temperata del radicalismo milanese trovarono, a partire dal novem­bre del 1898, la propria voce nel vecchio quotidiano La Lombardia, che modi­ficò la propria precedente condotta sostenuta dal direttore Gianderini. *
Questi venne licenziato il 7 novembre dal Procuratore della Casa Civelli, editrice del giornale, con l'accusa di aver fatto assumere alla Lombardia posi­zioni troppo rivoluzionarie, repubblicane e socialiste, ed anche di non aver sa­puto approfittare della sospensione per quattro mesi del Secolo per rendere sta­bile l'incremento che ne era derivato alla Lombardia. 83* All'uscita di Raffaele Gianderini, il 4 dicembre, si accompagnò quella di altri redattori, che conflui­rono con lui nella redazione del nuovo quotidiano II Tempo. La Lombardia smentì che la crisi del giornale avesse un significato politico W) e confermò la propria adesione al partito monarchico liberale e progressista ,85* formula­zione che in effetti era abbastanza generica perché vi potesse rientrare anche la nuova condotta del giornale, che fu più moderata della precedente soprattutto per ciò che concerneva i rapporti con i socialisti, senza, però, mai abbandonare il campo democratico.86*
In conseguenza della crisi della Lombardia nasceva dunque un nuovo quo­tidiano, Il Tempo, giornale della democrazia italiana , che vide la luce il 15 gennaio 1899, esponendo a chiare lettere il proprio programma,87* che consi­steva nell'affermazione ed organizzazione della Democrazia intorno ad un pro­gramma concreto di leggi e di riforme , superando la vecchia tattica di un'azione puramente negativa , impedendo in modo sicuro ed efficace, che le guarentigie fondamentali di uno Stato libero siano sottratte ai capriccio cieco e brutale dei governanti, agli improvvisi attentati di audaci e malvagie con­sorterie .
82) Già uà tentativo di creare un quotidiano radicale moderato, o liberale avanzato, era stato fatto con // Piccolo, diretto da Alfredo Comandini. Esso era durato solo dal 13 novembre al 24 dicembre 1898.
83) Vedi la lettera di Raffaele Gianderini al direttore del Secolo (Il Secolo, 4-5 dicem­bre 1898).
8*) La Lombardia, 5 dicembre 1898.
85) La Lombardia, 4 dicembre 1898.
M) Secondo la Lega lombarda. La Lombardia avrebbe mutato colore politico lasciando il campo radicale in cui militava per avvicinarsi od entrare nel campo moderato (Lego lombarda, 5-6 dicembre 1898).
8T) Il Tempo, 15 gennaio 1899, Il nostro programma .