Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno
<
1977
>
pagina
<
180
>
180
Maurizio Punzo
mari a votare per il repubblicano De Àndreis, come il 12 marzo avevano votato, a Forlì ed in Sicilia, per Chiesi e Colaianni. La vittoria di Turati era data da tutti, sostenitori ed avversari, per scontata, sia per la natura del Collegio, subnr-bano ed abitato in prevalenza da ceti popolari, operai e ferrovieri, sia per l'appoggio di tutte le frazioni della democrazia. Turati venne infatti eletto con 4343 voti su 9878 iscritti e 4436 votanti. I moderati si astennero dal presentare un loro candidato e, quindi, anche dal voto,981 come del resto avevano fatto anche nelle elezioni precedenti, quelle del 1895 in cui era stato eletto Barbato, recluso per i tumulti in Sicilia, e quelle del 1896 e del 1897, in cui era stato eletto Turati. Soltanto nel 1892, nelle prime elezioni da quando era stato costituito il V Collegio, essi avevano opposto al candidato democratico Rossi un proprio rappresentante, che era risultato sconfitto clamorosamente. L'alta astensione che si era avuta nel 1892 e che si era poi sempre ripetuta faceva ritenere che nel Collegio fossero presenti molti elettori cattolici, ligi al non expedit e difficilmente propensi ad appoggiare anche un candidato moderato e sconsigliava, quindi, la presentazione di una candidatura opposta a quella di Turati. A ciò si doveva anche aggiungere l'imbarazzo di combattere un avversario recluso, oltre all'ovvia considerazione che l'elezione sarebbe stata annullata nuovamente dalla Camera. ")
Tali argomentazioni non erano, però, sufficienti ad eliminare un certo malumore nello stesso campo moderato, proprio perché non si poteva ignorare che la candidatura di Turati veniva presentata, ed era in effetti, una bandiera contro le repressioni di maggio, contro lo stato d'assedio, contro la stessa consorteria che l'aveva voluto.100) Il prefetto si era dal canto suo adoperato, fin da prima che la candidatura Turati venisse proclamata, per trovarne una da opporgli. 101) Pelloux non desiderava infatti che i partiti d'ordine si sottraessero alla battaglia, anche se certi della sconfitta.102' Tale posizione era condivisa largamente all'interno del partito moderato milanese, ad eccezione della Costituzionale, assertrice convinta della posizione astensionistica, che fu difesa con passione dalla Perseveranza,103J la quale ostentatamente negò ogni informazione sulla campagna elettorale avversaria nel V Collegio. Il Circolo Popolare e l'Associazione monarchica fra gli studenti invece subirono in definitiva la de-
98> La Costituzionale, il 17 marzo, ce non avendo potuto trovare un candidato il quale potesse avere una seria base , come disse il sen. Trotti aprendo i lavori, si espresse all'unanimi tà per l'astensione (La Perseveranza, 18 marzo 1899; Corriere della Sera, 18-19 marzo 1899). Anche il Circolo Popolare si espresse per l'astensione (Corriere della Sera, 22-23 marzo 1899), così come l'Associazione Monarchica fra gli studenti (ibidem), la quale non potè che ratificare quanto era ormai stato decìso, ma palesò il proprio dissenso. Secondo la Lega Lombarda anche al Circolo Popolare.i più giovani avrebbero voluto accendere la lotta comunque , cosa che, dopo il voto della Costituzionale, era praticamente impossibile (Lega lombarda, 18-19 marzo 1899, a I moderati si astengono nel V Collegio ).
0?) A ciò si deve anche aggiungere la contrarietà dei moderati nei confronti delle elezioni-protesta (La Perseveranza, 5 febbraio 1899, I deputati reclusi e l'amnistia ).
1W // Tempo, 20 marzo 1899.
OH 11 Tempo, 22 febbraio 1899.
102) li Tempo, 12 marzo 1899. Secondo la stampa radicale l'elezione del V Collegio segnò il definitivo spostarsi di Municchi verso l'appoggio ai moderati, abbandonando il progetto del terzo partito (// Tempo, 23 febbraio 1899).
,03> La Perseveranza, 29 marzo 1899, a Menzogne convenzionali .