Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno
<
1977
>
pagina
<
181
>
Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 181
cisione della Costituzionale, per la quale anche il Corriere della Sera non nascose la propria perplessità.104*
Soprattutto il Corriere si mostrava preoccupato della grande e meravigliosa attività dei partiti nemici della Monarchia e, quindi, dell'unità nazionale, e dell'inerzia invece del partito liberale conservatore . 10s> H Corriere presentava la vittoria democratica nel V Collegio come una vittoria esclusivamente socialista, che poteva soddisfare i radicali rivoluzionari ed i clericali intransigenti, entrambi nemici delle istituzioni, ma non quei radicali che erano uomini d ordine, che avevano ringraziato il regio commissario e l'esercito per l'opera di salvezza sociale compiuta in questa città ,106) e che, quindi, avevano tutto da perdere da una vittoria dei socialisti nelle prossime elezioni amministrative. Ancora più esplicitamente contrari all'astensionismo erano stati l'altro quotidiano moderato, La Sera, che aveva lodato i giovani monarchici che avevano mostrato di comprendere quale prova di impotenza avesse data il partito liberale rifiutando la lotta,107) e L'Idea Liberale, il battagliero periodico diretto da Giovanni Borelli, portavoce dei giovani del partito liberale presenti nel Circolo Popolare e nell'Associazione monarchica tra gli studenti. L'Idea Liberale criticava anche il metodo seguito dal partito moderato nel prendere la propria decisione e riteneva che si sarebbe dovuto indire una riunione di tutte le associazioni del partito liberale conservatore e farne scaturire il nome di un candidato del partito, che non potesse, quindi, rifiutarsi di impegnarsi nella lotta, la quale sarebbe dovuta servire soprattutto ad iniziare un'opera di propaganda e di organizzazione.10S)
Il Y Collegio non era certamente tutta Milano e la sconfitta dei moderati sarebbe stata sicura anche se essi avessero opposto un loro candidato a Turati, ed anche se quest'ultimo fosse stato appoggiato dai soli socialisti. Quella competizione elettorale era, però, significativa perché rivelava le tendenze fondamentali delle forze politiche milanesi, che difficilmente avrebbero potuto subire delle modificazioni in poche settimane.
Rispetto ai mesi precedenti vi era un fatto nuovo, per quanto riguardava i moderati, quello della ripresa di una reciproca fiducia col governo, che si era deciso a presentare quei provvedimenti politici cui i moderati lombardi tenevano tanto. Se dunque all'inizio del 1899 i moderati milanesi guardavano ancora con diffidenza verso Pelloux,109) tale atteggiamento doveva, da febbraio
104> Corriere della Sera, 22-23 marzo 1899, A proposito del V Collegio . 10s) Corriere della Sera, 27-28 marzo 1899, La votazione del V Collegio . 106> Ibidem.
107) La Sera, 21-22 marzo 1899, L'astensione ; La Sera, 27-28 marzo 1899, L'elezione di ieri a Milano .
108) L'Idea Liberale, 15 marzo 1899, Politica , di A. CASTIGLIONE. Ancora durante la campagna elettorale amministrativa la rivista scriveva che l'organizzazione era il principale compito dei moderati, poiché costituiva la maggiore debolezza nei confronti degli avversari (L'Idea Liberale, 15 marzo 1899, L'organizzazione , di G. BORELLI).
109) n X0 gennaio ai tenne l'assemblea dell'Associazione Costituzionale, sull'indirizzo politico del paese . Da parte del relatore Natale Zucchi e dei vari intervenuti, tra i quali l'on. Greppi, il sen. Negri e il consigliere comunale De Capitani, furono espresse dure critiche al governo Pelloux, che non si decideva a ripresentare le leggi di Rudinì sulla stampa, sulle associazioni, sulle elezioni. Occorre disse Negri che al Parlamento si formi una maggioranza salda che appoggi quel Governo che presentasse tali leggi. C'è ora tale maggioranza? Pur troppo non esiste (La Perseveranza, 11 gennaio 1899).