Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <183>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 183
1898 avevano ricostituito la loro Associazione di elettori cattolici114* e non na­scondevano la propensione ad una scelta di autonomia elettorale da parte dei cattolici milanesi.115)
I moderati d'altra parte non mostravano alcun desiderio di ritrovarsi nella stessa lista con gli intransigenti, il cui capo era ancora in prigione, e La Perse­veranza giunse a negare che vi fosse stato nel 1895 un vero accordo con i se­guaci di Albertario, che veniva accusato di aver partecipato allora ad una pre­parazione elettorale che forse non gli era gradita , riprendendo, subito dopo la votazione, i suoi attacchi contro i moderati e la Perseveranza .ll6) Il giornale della consorteria, nel difendere il valore dell'accordo del 1895 e la collabora­zione dei vari partiti che costituivano la maggioranza consiliare, ci teneva a di­chiarare che don Albertario non è nostro amico e a ricordare che il sacer­dote sta in carcere per offese al Re e alle Istituzioni.117) L'Osservatore catto­lico, da parte sua, accusava La Perseveranza di aver pitoccato nel 1895 l'ami­cizia di don Albertario e precisava che vi era stato allora un vero e proprio contratto, che riguardava tanto la compilazione delle liste elettorali quanto l'azione nel futuro Consiglio comunale.US) Si era trattato, però, di un'alleanza di interessi, non di una concordia politica raggiunta tra cattolici e moderati.119) Gli intransigenti, guidati, in assenza di Albertario, da Filippo Meda, I20> davano dei moderati e del loro atteggiamento prima di fronte allo stato d'assedio, poi nei riguardi delle leggi liberticide di Pelloux, un giudizio estremamente nega­tivo m* e proponevano che i cattolici non si confondessero con nessun altro par­tito, per non perdere il frutto di un lungo e prezioso lavoro di organizzazione autonoma . m> Condizione necessaria per questa politica di autonomia era, però, l'unità, e gli intransigenti non potevano ignorare che i cattolici moderati del Comitato elettorale conservatore erano dichiaratamente favorevoli al rinnovo del contratto del 1895. Da ciò derivava una certa cautela nel proporre esplicitamente una tattica elettorale di assoluta autonomia, per non correre il rischio di un completo isolamento nel caso che i seguaci di Cornaggia fossero irremovibili sul problema dell'alleanza con i moderati.
Il 15 febbraio si ebbe del resto una riprova che liberali conservatori e mo­derati cattolici avevano tutte le intenzioni di trovare un accordo tra di loro: il sen. Giulio Vigoni infatti, fratello del Sindaco, si dimise dalla presidenza del Consiglio degli Istituti Ospedalieri, nella quale era stato da poco confermato, per permettere l'elezione a quella carica del marchese Cornaggia, capo dei cat-
,l4> L'Osservatore cattolico, 24-25 ottobre 1898.
115) L'Osservatore cattolico, 17-18 ottobre e 21-22 dicembre 1898.
H La Perseveranza, 2 gennaio 1899, Per finire .
"7> Ibidem.
H8) L'Osservatore cattolico, 3-4 gennaio 1899, Per la Storia.
119) L'Osservatore cattolico, 4-5 gennaio 1899, Cattolici e moderati nelle elezioni amministrative del 1895 .
120) Vedi, su Filippo Meda in questo periodo GABRIELE DE ROSA, Filippo Meda e Vetà liberale, Firenze, 1959, pp. X, 37-40, 41-47.
120 L'Osservatore cattòlico, 12-13 gennaio 1899, I moderati .
122) L'Osservatore cattolico, 26-27 gennaio 1899, I cattolici per la libertà. Il voto dell'Associazione di elettori cattolici .
1B) Atti del Consiglio comunale. Annata 1898-99. Seduta straordinaria del 15 feb­braio 1899, pp. 163-164. Giulio Vigoni era stato rieletto da pochi mesi (ibidem, seduta straordinaria del 24 novembre 1898, pp. 28-29).