Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <188>
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Maurizio Punzo
Budini il 7 maggio 1898, poche ore prima che venisse proclamato dal governo lo stato d'assedio.IS Lo scopo era quello di trasformare le elezioni in un vero e proprio referendum prò o contro la consorteria e, infatti, veniva chiesto il voto di tutti gli elettori che fossero d'accordo nel voler allontanare i moderati da Palazzo Marino.,53)
L accordo tra le varie correnti della democrazia milanese venne raggiunto il 15 maggio, in una riunione che si tenne al Circolo degli interessi industriali, commerciali ed agricoli, qualche giorno prima che i moderati annunciassero la costituzione del loro comitato elettorale. Già la settimana precedente i rappre­sentanti dei partiti popolari si erano incontrati nella stessa sede per ascoltare la richiesta socialista di escludere dalla lista comune quei consiglieri che ave­vano dato il proprio voto al plauso a Bava Beccaria.154) Era senza dubbio un problema assai delicato per i democratici, per i quali si trattava di escludere alcuni dei loro rappresentanti più prestigiosi, competenti ed influenti su una buona parte del loro elettorato. L'esclusione di Luigi Baroni, ad esempio, avrebbe potuto comportare il distacco dall'Unione dei partiti popolari, con con­seguenze estremamente rilevanti, della Federazione degli esercenti. Già il 12 mag­gio si era, però, constatato che questa era un'eventualità remota. Infatti lo stesso Baroni affermò, all'assemblea dei delegati della Federazione degli esercenti, che bisognava, di fronte alle prossime elezioni, fare non della politica, ma della buona amministrazione. Proprio per questo era necessario liberare il Comune dal giogo di coloro che, per far solo della politica moderata, hanno mancato ai loro doveri di amministratori . Baroni dichiarò ancora di essere consapevole che sul suo nome, come su quello di altri consiglieri, era sorto, a causa del voto del 3 giugno, pericolo di dissidio nel campo democratico > e che per questo, nonché per motivi personali, egli si ritirava dalla lotta. L'assemblea, quindi, respinta a grande maggioranza una mozione astensionista, confermò la propria appartenenza al partito democratico e dette ai propri rappresentanti il mandato di presentare ad una prossima riunione i nomi dei candidati esercenti nella li­sta dei partiti popolari.155)
152) In risposta al Secolo, che sosteneva che lo stato d'assedio a Milano era stato proclamato dal governo solo dopo che era giunto il telegramma del Sindaco, mentre non avevano raggiunto lo stesso risultato quelli del Prefetto e del Comandante del III Corpo d'Armata, La Perseveranza rispose con la pubblicazione del documento incriminato: Si­tuazione gravissima, sono in pericolo la proprietà e le vite dei cittadini; invoco solleciti efficaci provvedimenti {La Perseveranza, 26 aprile 1899, Àncora il telegramma ). Il giornale moderato sosteneva che non vi era nessun accenno alla richiesta dello stato d'as­sedio e che, inoltre, era impossibile che il telegramma di Vigoni, spedito alle 16 e 10 del 7 maggio, potesse aver determinato la decisione di Budini, comunicata alle 16 e 30: Go­verno ha nominato Generale Bava R. Commissario straordinario con pieni poteri e procla­mato lo stato d'assedio, ho provveduto per rinforzi che giungeranno prestissimo. Confido nel patriottismo e nella cooperazione delle autorità cittadine per ricondurre calma popola­zione (ibidem). Appariva, però, difficile sostenere che il telegramma del Sindaco, fosse o meno stata la causa della proclamazione dello stato d'assedio, non l'avesse chiaramente invocata.
153) Vedi i programmi dell'Unione dei partiti popolari (Il Secolo, 21-22 maggio 1899; // Tempo, 22 maggio 1899) e quello socialista (La Lotta, 34 giugno 1899).
,54> // Secolo, 13-14 maggio 1899; // Tempo, 14 maggio 1899.
155) L'Esercente, 14 maggio 1899. I rappresentanti degli esercenti nella lista dei par­titi popolari furono quattro. L'Esercente si trasformò nel periodo elettorale, da settimanale in quotidiano.