Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <189>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 189
Il Secolo poteva, quindi, ancora prima che l'accordo tra i partiti popolari fosse definitivamente sottoscritto, darne l'annuncio:
Basta il fatto che le elezioni si fanno, perché Pesereito democratico sia pronto. Non sono no come malignamente si prova ad insinuare il Corriere della Sera non sono ne i socialisti, né i massoni che rimorchiano questo o quest'altro gruppo. È la democrazia tutta, nelle sue varie e autonome gradazioni, che comprende appunto e democratici e radi­cali e repubblicani e socialisti, è questo grande fascio delle forze popolari, questa formida­bile collettività di chi vive fuori dalla setta moderata, che si prepara come già in re­centi elezioni politiche a far valere le sue aspirazioni, a ripetere il suo diritto.156)
Il 15 maggio dunque, sancita l'esclusione ormai scontata dai consiglieri che avevano votato il plauso a Bava,,S7) si procedette alla vera e propria opera di organizzazione elettorale, basata sulla costituzione di sotto-comitati comuni in tutti i mandamenti e sulla convocazione quotidiana di riunioni elettorali per spiegare i temi della lotta in corso.
L'alleanza stipulata con i socialisti non significava, per i radicali,58) la resa del loro partito ad un alleato occasionale, sia perché i motivi dell'intesa erano più profondi della comune lotta per estromettere la consorteria da Palazzo Ma­rino, sia perché l'unità della democrazia rispondeva ad una loro antica aspira­zione, che aveva fatto giudicare sfavorevolmente la costituzione dei socialisti in partito autonomo.159J La stessa esclusione di alcuni consiglieri radicali veniva presentata, dal Secolo e dal Tempo, come una comune scelta dell'Unione dei partiti popolari, dovuta al carattere politico della lotta contro i responsabili delle repressioni del maggio 1898. Ciò non implicava, però, da parte radicale, né una condanna degli esclusi, né il loro permanente allontanamento dal Con­siglio comunale.160) Veniva anzi precisato che si trattava di una misura eccezio­nale e temporanea. La decisione dei socialisti di chiedere solamente sei posti nella lista dei partiti popolari contribuiva d'altra parte a dimostrare che non si poteva parlare, da parte loro, di prevaricazioni e di imposizioni.161) Il partito socialista mantenne, durante la battaglia elettorale, una propria autonomia an­che organizzativa, con la costituzione di un Comitato elettorale socialista,162) con la diffusione di un proprio manifesto elettorale e con la stessa decisione di presentare un numero estremamente ridotto di candidati, cosa che era coerente con la propensione a non entrare a fare parte della futura Giunta comunale radicale. L'obiettivo principale era, anche per i socialisti, quello di liberare Pa­lazzo Marino dalla consorteria:
La battaglia va delincandosi; di qua gli operai, i socialisti, i democratici, tutti gli nomini della libertà decisi a scuotere il giogo della triste consorteria che disonora Milano:
156) // Secolo, 14-15 maggio 1899.
7) U Secolo, 16-17 maggio 1899; Il Tempo, 16 maggio 1899.
158) 6 estremamente difficile dare notizie sulle vicende interne al partito repubblicano milanese, che non disponeva in questo periodo di un organo di stampa. I repubblicani par­teciparono alle elezioni di giugno con sette candidati nella lista dei partiti popolari.
159) Nel 1895 i radicali, non potendo raggiungere un accordo con tutto il partito socialista, riuscirono, però, a mettere nella loro lista due socialisti, Arienti e Gnocchi-Viani.
160) // Secolo, 19-20 maggio 1899.
161) Ibidem. Vedi anche: // Tempo, 18 maggio 1899.
162) la Lotta, 27-28 maggio 1899; Il Secolo, 28-29 maggio 1899.