Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Maurizio Punzo
dall'altra tutti i reazionari che con la consorteria trescano o che della consorteria temono per le innumerevoli sue influenze nella politica, n ci Panini inis trazione, negli affari. *)
L'unione dei partiti democratici era dunque un sacrosanto dovere, per poter compiere insieme un atto di pacificazione sociale, di riparazione, di giustizia , per ristabilire nel Comune il senso della moderazione civile, della tolleranza del pensiero, della solidarietà normale fra i cittadini , dando vita, per un momento lasciando a parte le linee più proprie dei rispettivi ideali , I all'amministrazione che, per primo e principale ufficio, restituisca Milano alla sua vita serena, normale, nella quale si ripigli dopo la tempesta la pacifica elaborazione dei particolari programmi delle diverse scuole politiche e sociali .164) Naturalmente i socialisti milanesi ponevano in stretta relazione la lotta amministrativa che stavano combattendo e la scelta di allearsi agli altri partiti dell'Estrema sinistra, con la lotta che da questa veniva combattuta alla Camera contro i provvedimenti di Pelloux: La lotta che si combatte a Milano fra la consorteria e la democrazia è la sintesi del duello fra la libertà e la reazione. Smantellata la rocca di Palazzo Marino, la reazione è finita e l'Italia respira . 165>
La tattica transigente dei socialisti milanesi era, in effetti, una violazione delle deliberazioni congressuali che avevano riconfermato, ancora a Bologna nel 1897, l'intransigenza assoluta anche nelle elezioni amministrative. Già nel 1895, però, i socialisti milanesi, seguendo il parere di Turati, avevano violato quella tattica ed avevano deciso di appoggiare la grande maggioranza della lista democratica; riaffermare il partito su un limitatissimo numero di uomini esclusivamente propri, ricusare i nomi socialisti a qualsiasi altra lista, compresa quella democratica .166)
Non si era trattato, allora, di un vero e proprio accordo con i radicali ed i repubblicani, soprattutto per non esasperare i rapporti con la maggioranza intransigente del partito, ma già senza dubbio dell'esplicazione del disegno tura-tiano di appoggiare i radicali per consentire loro di svolgere quel ruolo di forza democratica borghese di cui l'Italia ed anche il movimento operaio e socialista avevano estremo bisogno. Nel 1895 la proposta turatiana aveva alle spalle la comune battaglia anticrispina nella Lega della libertà; nel 1899 vi era il ricordo di Rudinì, ma soprattutto la battaglia in corso contro Pelloux a convincere i socialisti di Milano che l'alleanza da essi stretta con i democratici nella propria città dovesse aprire la strada all'adeguamento della tattica di tutto il partito. Al momento delle scelte elettorali in vista dell'I 1 giugno Turati era ancora recluso a Pallanza; non era, però, ignoto il suo pensiero e vi era inoltre a Milano Claudio Treves, chiamato da Torino per dirigere La Lotta ed anche il partito.
L'unico dissenso in campo democratico, una volta realizzato l'accordo tra radicali, repubblicani e socialisti, veniva manifestato dalla Lombardia, contraria
163> La Lotta* 20-21 maggio 1899, a Esordi di battaglia .
J64> Ibidem. Vedi anche: La Lotta, 27*28 maggio 1899, L'allarme della paura , di TULLIO GIUMELLI. I socialisti erano stati, d'altra parte, espliciti nel chiedere l'esclusione dalle liste di tutti quei consiglieri che hanno votato il plauso all'opera sanguinosa di Bava Beccaria (La Lotta, 12-14 maggio 1899).
tó5) La Lotta, 10-11 giugno 1899, a L'ostruzionismo alla Camera e le elezioni amministrative di Milano .
166) Lotta di classe, 15-16 dicembre 1894. Vedi anche: FAUSTO FONZI, op. cit., pp. 232-256.