Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <192>
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Maurizio
I moderati, nel commentare la propria sconfitta, si sforzarono di mettere in luce quanto essa fosse dovuta all'apporto socialista alla lista avversaria. Esso era stato determinante per la loro organizzazione e disciplina, ma soprattutto per il fatto che i socialisti costituivano ormai la maggioranza del corpo eletto­rale amministrativo mobile 174) per via dell'immigrazione continua che aveva concentrato a Milano un grandissimo numero di iscritti al partito socialista 175) e aveva fatto accorrere alle urne sotto la bandiera socialista un enorme eser­cito di elettori reclutati fra quella popolazione operaia che vive del moto in­dustriale dei nostri sobborghi .176) La soluzione per i moderati poteva venire o da una modificazione, prima delle ormai inevitabili elezioni amministrati ve generali, della legge elettorale, 177> con una restrizione del suffragio, oppure da una modificazione dei rapporti tra i partiti.
Si parlò anzi, all'indomani dell'll giugno, della possibilità di costituire una Giunta mista tra moderati e radicali temperati, sul tipo di quella composta da Belinzaghi nel 1889, in modo da giungere alla normale scadenza del Con­siglio comunale, nel 1902. Si trattava, però, di una soluzione almeno per il mo­mento impossibile e infatti, mentre i giornali moderati ne parlavano senza com­mento, Il Secolo e II Tempo ne smentivano la fondatezza, giudicandola un espe­diente per consentire ai moderati di guadagnare tempo. A questi non restava dunque che tentare di ritardare l'inevitabile scioglimento del Consiglio comu­nale sostenendo che, in base alla legge comunale e provinciale, solamente a set­tembre, con l'inizio della sessione autunnale, sarebbero entrari in carica i nuovi consiglieri eletti l'il giugno. I partiti popolari opponevano a questa tesi argo­mentazioni giuridicamente inoppugnabili,178) che coincisero col pensiero del governo, espressamente interpellato.179)
Si giunse quindi il 20 luglio alla convocazione del Consiglio comunale, nella quale i clerico-moderati disponevano ora di una maggioranza di soli 42 voti, ivi compresi quegli intransigenti che non erano stati sorteggiati. La stampa comin­ciava intanto a fare già i nomi dei probabili candidati alla carica di Regio com­missario a Milano. Prima che si procedesse alla elezione del Sindaco, l'on. Mussi propose che il Consiglio votasse ima richiesta di amnistia, come atto di giustizia e di pacificazione degli animi.,80) La maggioranza dei presenti approvò questa proposta, mettendo così in risalto l'impossibilità, per la Giunta uscente, di ten­tare di guidare ancora l'amministrazione. Si procedette subito dopo all'elezione del Sindaco: Vigoni risultò eletto con 38 voti, contro 35 schede bianche ed una dispersa. Egli prese la parola per ringraziare, e immediatamente aggiunse:
Il risultato delle ultime elezioni e le attuali condizioni del Consiglio comunale non mi permettono, peraltro, di accettare il mandato, e la votazione avvenuta ritengo quale un
174> La Sera, 12-13 giugno 1899, La vittoria dei socialisti a Milano .
1?5) Corriere della Sera, 13-14 giugno 1899, ce L'elezione di Milano .
176) La Perseverunsu, 19 giugno 1899, I vinti .
177} li Tempo, 14 giugno 1899, Il facile rimedio .
178> II Secolo, 5-6 luglio 1899; // Tempo, 6 luglio 1899. I radicali sostenevano che la legge 17 luglio 1898, n. 297, della quale era stato relatore alla Camera proprio l'on. Greppi, assessore alle Finanze della Giunta Vigoni, imponeva di procedere subito al rin­novo delle Giunte.
> // Secolo, 6-7 luglio 1899.
180) Ani fai Consiglio comunale. Annata 1898-99, ctt. Seduta straordinaria del 20 lu­glio 1899, pp. 460 sgg.