Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <193>
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 193
affettuoso commiato, per il quale rinnovo l'espressione della mia riconoscenza, pregando i colleghi di fissarsi su un altro nome per la scelta del Sindaco della nostra Milano. tóU
Era l'avvio verso lo scioglimento. La seconda votazione dette infatti 76 schede bianche su 76 votanti e risultati analoghi ebbero quelle successive, svol­tesi il 25 e il 28 luglio. I82>
In quegli stessi giorni era annullata una seconda volta l'elezione di Turati al V Collegio,,83) che veniva riconvocato per il 13 agosto per eleggere il suo deputato. Si trattava di un'eccellente occasione per constatare se, dopo 1*11 giu­gno e di fronte alle elezioni generali amministrative, l'alleanza tra i partiti po­polari sarebbe stata confermata o avrebbe subito un'incrinatura. Il clima poli­tico generale del Paese non era certo mutato ed anzi il decreto di Pelloux del 22 giugno e la successiva proroga della sessione parlamentare contribuivano a rinsaldare i vincoli tra i gruppi dell'Estrema. L'unica novità di rilievo ri­spetto ai mesi precedenti, rappresentata dal passaggio all'opposizione della Si­nistra costituzionale, con le dimissioni di Zanardellì dalla presidenza della Ca­mera, non poteva avere alcuna influenza a Milano, dove non esisteva un rag­gruppamento zanardelliano, e in ogni caso non avrebbe potuto mettere in diffi­coltà i democratici. Tutto lasciava, quindi, presumere che l'alleanza di giugno si sarebbe rinsaldata. La stessa Lombardia, la quale, coerentemente con l'atteg­giamento assunto prima dell'I 1 giugno, si pronunciò subito dopo per una rot­tura tra radicali e socialisti e, quindi, necessariamente, per un'intesa tra gli elementi più temperati del partito democratico-radicale, e i più liberali del par­tito liberale ,184) dovette ben presto tornare sui propri passi e riconfermare la propria adesione, sia pure critica, all'Unione dei partiti popolari.
Quanto ai socialisti, essi si pronunciarono subito a favore del manteni­mento dell'alleanza con i radicali ed i repubblicani di fronte alle prossime scadenze elettorali:
A tutte queste battaglie il nostro partito in ispecie, ed in genere tutti i partiti popo­lari il cui accordo (me ne duole per i moderati che tanto si affannano a persuaderci il contrario) non cesserà tanto presto devono prepararsi sin d'ora, con quella energia e quella diligenza che ci ha portati domenica alla vittoria.185)
Turati, pochi giorni dopo il suo rientro a Milano, rilasciò un'intervista al-VAvanti!, in cui venivano enunciati i principi fondamentali della nuova tat­tica socialista, che abbandonava l'intransigenza e si fondava sull'intesa con i democratici. Questa era il principio d'una nuova fase dell'esistenza del partito socialista e della lotta politica in Italia, durante la quale la democrazia avrebbe dovuto assolvere finalmente il suo compito storico.,87) All'alleanza tra socialisti
Ibidem, p. 462.
182) Ibidem, pp. 463 sgg,
183) ATTI DEL PARLAMENTO ITALIANO, Camera dei Deputati. Sessione 1899. Discus­sioni, voL IV, tornata del 2 giugno 1899, pp. 3879-3886.
184) fa Lombardia, 13 giugno 1899, Dopo la lotta elettorale. Riassumendo... ; anche: La Lombardia, 14 giugno 1899, Echi della lotta elettorale.
185) La Lotta, 17-18 giugno 1899, ce Non addormentiamoci .
186) Avanti!, 11 giugno 1899, a Filippo Turati, di VALTER MOCCHI.
187) e L'ora presente scrissero Turati e la Kuliscioff alla vigilia delle elezioni ge­nerali amministrative del dicembre 1899 è tutta, se essa saprà coglierla, della demo-
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