Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Le elesioni amministrative milanesi nel 1899 195
Questa volta i moderati, anziché astenersi come in marzo, opposero a Turati un loro candidato, l'editore Pietro Vallardi. L'iniziativa di presentare un candidato venne presa dal Circolo Ordine e Libertà, che era stato formato immediatamente dopo il 26 marzo, e fu accettata da tutte le altre associazioni moderate. Nessun uomo del partito conservatore 6Ì sentì, però, di esporsi ad una sicura sconfitta e la scelta cadde quindi su Vallardi, il quale era un moderato temperato, ma politicamente non molto attivo e, quindi, poco rappresentativo del suo partito. La scelta di una figura di secondo piano, in definitiva, non era la migliore per cercare di distogliere da Turati una parte dell'elettorato radicale. Il fatto poi che Turati, nella sua qualità di vigilato speciale, non potesse prendere mai la parola pubblicamente, neppure a sostegno della propria candidatura, non giovava certo al suo avversario, il quale non ricevette neppure un sostanziale appoggio dagli uomini della Costituzionale. 195>
Il tentativo di Vallardi di presentarsi non come uomo di partito, ma come nn liberale che potesse raccogliere i voti di tutti gli elettori non socialisti196) non ebbe alcun successo, sia perché Vallardi era pur sempre un moderato, sia perché la candidatura di Turati manteneva tutto il suo valore simbolico di lotta contro il governo Pelloux ed i suoi sostenitori milanesi.1975 Significativo fu, a questo proposito, l'atteggiamento della Lombardia, sulla quale Vallardi aveva scritto di recente. Essa appoggiò subito Turati e biasimò aspramente i moderati di avere subito un'imposizione ministeriale, che non avrebbe avuto altro risultato oltre a quello di dare maggiore risalto al successo dei socialisti.198) Due settimane dopo la scontata rielezione di Turati, 199> venne finalmente nominato il Commissario regio nella persona del cav. Francesco Maggiotti, consigliere delegato della Prefettura di Milano.
La nomina di Maggiotti era in definitiva un ripiego. Il governo aveva infatti tentato per più di un mese di trovare un uomo politico o un alto funzionario che se la sentisse di recarsi a Milano e cercare di contrastare la prossima vittoria dei partiti popolari, ma non aveva trovato nessuno che volesse esporsi ad una sicura sconfitta. La nomina di Maggiotti equivaleva in pratica all'assunzione della carica di Regio commissario del suo diretto superiore il prefetto,2005 alle cui direttive Maggiotti si sarebbe uniformato. Il governo si mostrava in definitiva rassegnato alla caduta di Milano nelle mani dei partiti popolari, tanto che non tentò neppure di prorogare oltre i tre mesi i poteri del R. Commissario, cosa che avrebbe automaticamente comportato il rinvio delle elezioni. I radicali si mostrarono in definitiva contenti della scelta fatta dal governo.
195) Come rilevava II Tempo, soltanto il cav. Massara (Associazione monarchica tra gli studenti) e l'aw. Nigra (Circolo Ordine e Libertà) si erano impegnati a fondo per Val-lardi, mentre né Negri, né Vigoni, né De Capitani, né Colombo si erano mai fatti vedere al suo fianco (Il Tempo, 13 agosto 1899).
196) pfei suoi discorsi elettorali Vallardi parlò infatti di riforme sociali, di abolizione del dazio sul grano, di tutela delle libertà, senza però entrare mai in merito ai provvedimenti politici di Pelloux, né parlare di amnistia (Corriere della Sera, 9-10 agosto e 12-
13 agosto 1899).
197) Vedi a questo proposito La Provincia di Brescia, 5 agosto 1899.
198) Lombardia, 24 luglio 1899, Nel V Collegio di Milano .
199) Gli iscritti erano 10.301, i votanti furono 4.985. Turati ebbe 4.342 voti, Val-lardi 566.
200) Questa fu anche l'interpretazione dei giornali radicali: Il Secolo, 26-27 agosto
1899; Il Tempo, 27 agosto 1899.