Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno
<
1977
>
pagina
<
196
>
196
Maurizio Purtzo
II Tempo aveva fin dall'inizio chiesto che fosse nominato Commissario a Milano un modesto Consigliere di Prefettura perché comunque, chiunque venisse mandato, non avrebbe potuto modificare la situazione politica milanese e provocare la rottura dell'Unione dei partiti popolari,201) dato che era ormai troppo tardi, o ancora troppo presto, per cercare di costituire un terzo partito intermedio.M2)
Il Regio Commissario sciolse, come suo primo atto, il Consiglio comunale e si dedicò poi all'ordinaria amministrazione, scegliendo la via di non prendere nessuna decisione importante, ciò che gli valse anche parecchie critiche da parte popolare, soprattutto per quanto concerneva la ricostituzione della Camera del Lavoro,203* ma in definitiva un sostanziale apprezzamento, almeno da parte radicale, per la sua opera.***
Dal momento della nomina di Maggiotti era facile calcolare che le elezioni, a meno di un improbabile rinvio, cadessero tra la fine di novembre e i primi di dicembre dei 1899.
Ai moderati, rivelatasi inconsistente l'eventualità di staccare i radicali dai socialisti,2065 si poneva l'alternativa tra la ripetizione dell'alleanza con i clericali e l'autonomia elettorale.
Di fronte alla certezza della vittoria dei partiti popolari207* l'alleanza con i clericali avrebbe, però, significato dividere con essi i 16 posti della minoranza, mentre i moderati potevano ambire a conquistarli tutti per sé. La discussione, che si ebbe alla Costituzionale, sul numero dei candidati che si sarebbero dovuti presentare alle elezioni, era già un'implicita indicazione della decisione di non rinnovare l'intesa con i cattolici.208' Questi ultimi costituirono, dopo le eie-
200 II Tempo, 30 luglio 1899, Il Commissario Regio a Milano .
202* II Tempo, 27 agosto 1899, a II Commissario Regio .
203) La Camera del Lavoro si ricostituì la sera del 12 ottobre 1899, dopo due incontri dei suoi rappresentanti con Maggiotti, al quale era stato chiesto di poter rientrare in possesso dei locali, ora adibiti ad altro uso, e di avere il sussidio comunale che non era più stato pagato dal maggio 3898 (Il Tempo, 13 ottobre 1899) Maggiotti rispose, secondo quello che egli stesso dichiarò al Consiglio comunale: non avendo i firmatari dimostrato con alcun documento la regolare ricostituzione della Camera di lavoro, né il titolo in base al quale essi erano investiti della carica che si attribuivano, io non poteva riconoscere in loro alcuna veste legale (MUNICIPIO DI MILANO. Relazione del R. Commissario Straordinario Francesco Maggiotti al ricostituito Consiglio comunale, 18 dicembre 1899, Milano, 1899, in ATTI DEL COMUNE DI MILANO 1899-1900. Parte Seconda. Allegati).
204 Atti del Consiglio comunale., Annata 1899-1900. Seduta straordinaria del 18 dicembre 1899, p. 3. Per i radicali parlò Mussi. Maino dichiarò che prendere atto della relazione non voleva dire ratificarla. Se cosi fosse stato, egli avrebbe avuto delle riserve su alcuni argomenti.
Alla fine di ottobre esse furono infatti fissate per il 10 dicembre (// Tempo, 30 ottobre 1899).
2*) Già il 19 settembre La Perseveranza mostrava di non credere più a questa ipotesi.
207) In seno alla Costituzionale si erano manifestate due correnti, una delle quali era favorevole alla presentazione di soli 16 candidati, mentre l'altra, che poi prevalse, riteneva che così facendo si sarebbe data un'impressione di impotenza e voleva quindi che si costituisse una lista completa, di 64 candidati (La Perseveranza, 19 settembre 1899). Il giornale della consorteria si mostrava, però, rassegnato al fatto che gli eletti sarebbero stati soltanto 16 (La Perseveranza, 15 ottobre 1899).
208> Così l'interpretava UOsservatore cattolico, il quale riferiva di un incontro avvenuto a Roma in quei giorni tra Pelloux e Municchi, raccontando che Municchi aveva