Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 197
zioni di giugno, un'unica associazione elettorale, realizzando la fusione tra l'Associazione di elettori cattolici e il Comitato Religione e Patria nell'Unione elettorale cattolica milanese, che si dotò di un nuovo Statuto e si impegnò subito nel lavoro organizzativo. La nascita della nuova associazione, la cui iniziativa era stata presa dagli intransigenti, fu certo favorita dalla decisione di mettere in primo piano il problema dell'unità dei cattolici, rimandando le scelte di tattica elettorale. Gli intransigenti erano infatti convinti della vittoria dei partiti popolari e pensavano, quindi, che i cattolici dovessero puntare a strappare ai moderati la minoranza del futuro Consiglio comunale,7Sffi mentre la Lega lombarda continuava a sostenere l'opportunità di realizzare nuovamente un accordo tra cattolici e moderati. Ancora ai primi di novembre, quando oramai le intenzioni dei moderati apparivano chiare, Corneggia tornava a proporre la vecchia alleanza,210) mentre il suo giornale dichiarava sbagliato opporre agli elementi sovversivi , anziché un' azione generosa ed energica, con intenti larghi e lontani , soltanto una affermazione di partito in un momento in cui occorre ben altro che un piccolo gioco per cercare di assicurare rinunciando ad ogni efficace difesa contro il massonismo radi co-soci alista qualche posto della mino-' ranza a qualcuno del partito .21I)
Qualche giorno più tardi, l'il novembre, il Comitato direttivo dell'Unione elettorale cattolica deliberava all'unanimità, su proposta di Cesare Nava e di Filippo Meda, di partecipare alla lotta amministrativa con una lista propria 212 ed un proprio programma.2,3) Era la risposta alla decisione dei moderati di presentarsi da soli alle elezioni. Essa fu motivata sia dalla Perseveranza, sia dal Corriere2**) come una logica conseguenza dell'alleanza stretta tra le due ali del partito cattolico, che avrebbe comportato la necessità di trovare un accordo anche con gli intransigenti. I moderati, però, non tentarono neppure di battere questa strada e già la scelta di tre delegati da tutte le associazioni del partito con il compito di costituire il Comitato elettorale era indicativo del loro orientamento. Accanto al sen. Giuseppe Gadda figuravano infatti il commendator Tommaso Bertarelli ed il sen. De Angeli, industriale e comproprietario del Corriere della Sera, entrambi notoriamente contrari ad ogni accordo con i clericali. Il Comitato elettorale vide infatti una larga presenza di liberali contrari all'accordo con i clericali, tra i quali gli stessi De Angeli e Bertarelli, il prof. Celoria e Hng. Saldini, che erano stati assessori nella Giunta Belinzaghi e che nel 1895 non si erano presentati perché contrari al contratto con i cattolici.215) H
dichiarato al Presidente del Consiglio che era inutile rinviare le elezioni e bisognava rassegnarsi alia sconfitta, preparando una buona minoranza per i moderati (L'Osservatore cattolico, 5-6 ottobre 1899, a Prepariamoci ).
2W) Ibidem.
210) pfuova Antologia, 1 novembre 1899, Le elezioni amministrative di Milano ,
di CABLO OTTAVIO CORNAGCIA
2ID Lega lombarda, 7-8 novembre 1899. Vedi anche: Lega lombarda, 13-14 novembre 1899.
2'2) L'Osservatore cattolico, 13-14 novembre 1899.
2B) L'Osservatore cattolico, 29-30 novembre 1899.
2) La Perseveranza, 31 ottobre e 9 novembre 1899; Corriere della Sera, 25-26 novembre 1899, oc II Comitato liberale .
215) L'Osservatore cattolico, 11-12 novembre 1899. Del Comitato liberale facevano anche parte l'ing. Pietro Biragbi, ring. Pirelli e il sig. Mangili, tutti ritenuti contrari all'intesa eoi cattolici*