Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 199
nuova Giunta, decisero di non interferire nella scelta dei candidati democratici e si limitarono ad indicare i nomi dei propri dodici candidati. Il 9 novembre si tenne infatti nel salone del Circolo degli interessi industriali l'adunanza dei rappresentanti dei partiti popolari per decidere i criteri per la formazione della lista. Turati prese immediatamente la parola per affermare che i socialisti non avevano fatto né intendevano fare ai democratici delle imposizioni di alcun genere, e in coerenza con ciò non avrebbero concorso alla determinazione dei nomi dei candidati democratici. Dopo aver ribadito che per i socialisti il momento di assumere il potere nel Comune di Milano era ancora lontano e che perciò essi intendevano ora dare il proprio leale appoggio ai democratici, Turati e i suoi compagni di partito abbandonarono la riunione, lasciando che i radicali procedessero da soli alla formazione di una commissione per designare i candidati, tra i quali vennero inclusi anche i consiglieri esclusi in giugno.224*
Il 27 novembre l'assemblea dei socialisti ratificò l'atteggiamento assunto da Turati, votando un ordine del giorno presentato da Lazzari ed accettando anche il parere di quanti, primo fra tutti Turati, sostenevano che non andassero boicottati nell'urna quei candidati radicali sui quali i socialisti nutrivano delle riserve.225) Questo voto dei socialisti milanesi era tanto più importante in quanto veniva subito dopo la riunione del Congresso socialista lombardo, svoltosi a Milano nei giorni precedenti, nel quale Turati e Treves da un lato, Lazzari e Caldara dall'altro, avevano sostenuto tesi diverse a proposito dell'alleanza con gli altri partiti democratici nelle elezioni politiche.226*
Una posizione simile a quella dei socialisti venne presa dai repubblicani, i quali decisero anch'essi che non sarebbero entrati a far parte della nuova Giunta, ma si sarebbero limitati ad appoggiarla dall'esterno. Dissensi si ebbero invece tra i repubblicani a proposito del numero dei propri candidati da inserire nella lista comune. Bortolo Federici voleva infatti che si chiedessero nove posti, mentre Giannetto Chiesi riteneva che la presenza repubblicana dovesse essere maggiore e ne voleva dodici.227* Prevalse questa seconda opinione, ma nelle trattative con gli altri due partiti il numero dei candidati repubblicani venne ridotto a dieci.228*
La Federazione degli esercenti, dal canto suo, confermata la propria adesione all'Unione dei partiti popolari, designò otto suoi rappresentanti a far parte della lista.229* Tra questi figurava, questa volta, anche Baroni, la cui inclusione, con quella di Luigi Rossi, di Salmoiraghi e degli altri esclusi FU giugno sanciva la più completa unità del partito radicale, isolando completamente la dissidenza del giornale L'Esercente,230) Anche La Lombardia, infatti, si dichiarò fa-
224) // Secolo, 10-11 novembre 1899; Il Tempo, 11 novembre 1899.
225) // Tempo, 28 novembre 1899; Il Secolo, 28-29 novembre 1899; la Lotta, 2-3 dicembre 1899.
226) // Tempo, 27 e 28 novembre 1899; /* Secolo, 26-27 e 28-29 novembre 1899; La Lotta, 25-26 novembre e 2-3 dicembre 1899.
227) L'Osservatore cattolico, 28-29 novembre 1899.
228) // Tempo, 29 novembre 1899; Il Secolo, 29-30 novembre 1899.
229) // Tempo, 2 dicembre 1899.
230) u direttore e proprietario de L'Esercente, Giovanni Tadini, si disse contrarissimo, dopo 1*11 giugno, alla ripetizione dell'alleanza tra radicali e socialisti, ritenendo inconciliabile con gli interessi della categoria degli esercenti il programma socialista in favore