Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno
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1977
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pagina
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200
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Maurizio Punzo
vorevole alla vittoria dei partiti popolari lealmente accordatisi per la efficace seria collaborazione di tutti i migliori alla formazione di un'amministrazione comunale che duri e s'imponga per solidità di intelletti, per vigoria d'animi, per riconosciuta capacità amministrativa sorretta da vero spirito elettorale .m) Restavano le riserve nei confronti della collaborazione con i socialisti, ma erano mitigate dalla loro decisione di non ingerirsi nelle questioni interne del partito democratico, il quale in questo modo non solo non aveva subito alcuna imposizione, ma poteva disporre di uomini esperti e capaci per costituire la nuova amministrazione.
Gli ultimi giorni della campagna elettorale furono resi vivaci dalle dimissioni di Turati da deputato, in seguito alla proibizione prefettizia di prendere la parola al grande comizio al Teatro Fossati, che segnò la conclusione della campagna elettorale dei partiti popolari. Le dimissioni di Turati232* misero in grande imbarazzo Pelloux, il quale negò alla Camera di aver dato a Municchi l'ordine di proibire a Turati di parlare in pubblico. Dopo questa sconfessione, che riversava sul prefetto il peso di una decisione che molto difficilmente questi poteva aver preso da solo, non rimase a Municchi che la strada delle dimissioni. 233)
Il 10 dicembre la vittoria dei partiti popolari fu netta come 1*11 giugno: su 51.433 iscritti e 30.760 votanti essi riportarono più di 18 mila voti, con un piccolo scarto tra il primo degli eletti, che fu questa volta l'ing. Salmoiraghi (18.641 voti), e il sessantaquattresimo, Luigi Rossi (17.934) L'on. Mussi, che era stato designato alla carica di Sindaco, fu secondo, con 18.559 voti. I moderati si aggiudicarono, con più di 7 mila voti, i sedici seggi della minoranza, mentre i cattolici, con più di 5 mila voti, restarono esclusi dal nuovo Consiglio comunale.
L'affluenza alle nrne fu minore, rispetto a giugno, di circa duemila unità, e infatti sia l'Unione dei partiti popolari, sia i moderati ebbero ciascuno un migliaio di voti in meno; ciò si dovette con ogni probabilità al fatto che il risultato della votazione era dato da tutti largamente per scontato.
delle cooperative e propose ai suoi lettori di votare una scheda da cui erano stati depennati i socialisti ed i candidati ufficiali della Federazione degli esercenti. Al loro posto figuravano alcuni candidati della lista moderata.
231) La Lombardia, 31 ottobre 1899.
232) FONDAZIONE G. FELTRINELLI, Carte Filippo Turati, microfilm busta 101, lettera di Turati a Giuseppe Colombo. Vedi anche: Dalle carte di Giovanni Giolitti. Quarantanni di vita politica italiana, voi. I, l'Italia di fine secolo (1885-1900), Milano, 1962, doc. 448, p. 389, Il deputato Turati a Giolitti a Cavour. Delle dimissioni di Turati si occupò il 6 dicembre la Camera e la sua lettera di dimissioni, di cui il presidente Colombo aveva solo dato notizia, fu letta da Barzilai. La Camera, contro il parere dell'Estrema Sinistra, approvò la proposta di Sennino di inviare la lettera di dimissioni di Turati alla Giunta delle elezioni, perché questa si esprimesse sulla validità dell'elezione di Turati al V Collegio (ATTI DEL PARLAMENTO ITALIANO, Camera dei Deputati. Sessione 1899-1900. Discussioni, voi. I, tornata del 6 dicembre 1899, pp. 502-523).
z**) ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, Ministero dell'Interno. Personale fuori di servizio. Serie 2a. Busta 200. Fascicolo 660. Municchi conte comm. Carlo. Municchi chiese il collocamento a riposo con due lettere entrambe datate 5 dicembre 1899, una indirizzata al re, l'altra a Pelloux. Fu immediatamente esaudito e collocato a riposo a partire dal 1 gennaio 1900 con Regio Decreto 24 dicembre 1899.