Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; RADEV SIMEON
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1977
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pagina
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207
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Simeon Radev nel 1911-1912
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ancora il Merrone, i partiti dell'opposizione dichiaravano essere quello il momento favorevole per attaccare la Turchia poiché, in caso contrario, si sarebbe vanificata un'altra buona occasione, dopo quella del 1908. Nello stesso tempo si consolidava l'opinione che Fazione italiana a Tripoli fosse il preludio di un completo disinteressamento dell'Italia per le vicende balcaniche con la conseguenza di facilitare nuovi insediamenti austriaci nella penisola. Il Partito socia lista, in verità poco numeroso, si opponeva all'idea di una guerra, ma incitava il governo ad ottenere dalla Turchia vantaggi morali e materiali per i Bulgari di Macedonia in cambio di un atteggiamento neutrale; il Partito militare, consapevole del rafforzamento delle truppe ottomane al confine del regno, sosteneva che un'azione militare si sarebbe resa necessaria nel caso in cui la Turchia avesse attaccato la Grecia o si fossero rinnovati i massacri dei Macedoni. In un successivo rapporto l'addetto militare tornava ad interessarsi dell'atteggiamento della stampa bulgara la quale, sfogato il malumore per la doccia fredda della nota italiana circa il mantenimento dello status quo , era tornata a proporre il conseguimento di concessioni per i connazionali di Macedonia in cambio della neutralità; in particolare il Mir (organo ufficiale del governo) aveva realisticamente ipotizzato l'impossibilità di modificazioni territoriali nei Balcani senza il consenso delle grandi potenze suggerendo, di converso, un'intesa tra i popoli balcanici, ivi compresi i Turchi i quali, in cambio di concessioni in Macedonia, avrebbero ottenuto la neutralità e l'amicizia degli Stati confinanti.18} In realtà questo della neutralità o meno era un problema esclusivamente bulgaro giacché la Serbia si era immediatamente dichiarata per la neutralità, così la Grecia19* e la Romania che pure, in precedenza, era stata attratta, come aveva scritto l'addetto militare a Bucarest capitano Carlo Papa di Costigliole , nell'orbita della Triplice alleanza proprio dalla presenza dell'Italia che rappresentava ... una salvaguardia per gli interessi di questo paese nella penisola balcanica, una garanzia per il mantenimento dello status quo, un freno alle aspirazioni dell'elemento tedesco verso il sud... .2I* Il conflitto italo-turco in pratica interessava la Romania esclusivamente per i riflessi che questo poteva avere sul comportamento della Bulgaria la quale avrebbe potuto tentare di realizzare le proprie aspirazioni verso sud provocando avvenimenti di fronte ai quali questo paese non crede di poter rimanere indifferente .nì Relativamente
,8> E. MERRONE, Calma in Bulgaria per la questione di Tripoli, Sofia, 7 ottobre 1912, rapp. n. 91, pp. 3, A.S.M.E., S.B., r. 18.
*9) E. MERRONE, Situazione nei Balcani, Sofia, 9 ottobre 1911, rapp. n. 96, pp. 4, A.S.M.E., S.B., r. 18. Io.. Opinioni sul conflitto italo-turco, Sofia, 10 ottobre 1911, rapp. n. 168, pp. 3, ivi. ID., La politica della Bulgaria, Sofia, 15 ottobre 1911, rapp. n. 109, pp. 4,
ivi.
2) Carlo Papa, conte di Costigliole (Firenze 1869-Alassio 1955). Sottotenente di Artiglieria (1888), addetto militare a Bucarest e Belgrado (1908-1913). Capo di Stato Maggiore della 15" divisione (1915), colonnello capo di Stato Maggiore del II Corpo d'annata (1916). Capo di Stato Maggiore della commissione militare in Francia (1917), generale di brigata (1923).
21) C. PAPA, La Romania e la Triplice Alleanza, Bucarest, 7 giugno 1911, rapp. n. 56, p. 4, A.S.MJ3., fondo Addetti militari (A.M.), r. 81, pos. E, fase. Corrispondenza con Vad-detto militare in Romania e Serbia. Cfr. anche L. CIALDEA, La politica estera della Romania nel quarantennio prebellico, Bologna, 1933, pp. 161-184.
2Z) C. PAPA, La Romania e la questione italo-turca, Bucarest, 28 settembre 1911, rapp. n. 80, pp. 2, A.SM.E., S.B., r. 20.