Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; RADEV SIMEON
anno
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1977
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pagina
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208
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208 Antonello F. M. Biagini?
alla stampa romena, il capitano Papa, in un rapporto dell'ottobre 1911, riferiva come questa fosse, nel complesso, poco favorevole all'azione italiana : Le informazioni dì fonte turca scriveva a questo proposito sono pubblicate a lettere cubitali e sono ritenute senza altro esatte, mentre quelle di fonte italiana sono comunicate con riserva di conferma. NelFesaminare la situazione si propende sempre a simpatizzare per il governo turco . Il linguaggio della stampa, tuttavia, non rispecchiava, a giudizio dell'ufficiale italiano, i reali sentimenti dell'opinione pubblica romena; esistevano, infatti, indizi i quali attestano che, tanto nelle sfere elevate, quanto nel popolo, la corrente di idee a noi contraria non e così intensa e generale come si potrebbe supporre leggendo i giornali .24) Praticamente la Romania era indotta a mostrare simpatia verso la Turchia in tutte quelle occasioni che sembravano mettere in discussione lo status quo balcanico, soprattutto nel timore che ad una espansione bulgara verso sud non avrebbero corrisposto vantaggi territoriali per i Romeni e, inoltre, per ottenere dalla Sublime Porta un diverso trattamento in favore dei cutzovalacchi di Macedonia. La regione macedone, in conclusione, era al centro delle attenzioni, dei problemi politici e dei rapporti tra gli Stati balcanici e tra questi e l'impero ottomano. Lo stesso Radev, nel suo articolo sull'ovanti/, dopo aver ricordato con quale favore la Bulgaria avesse accolto la dichiarazione di guerra dell'Italia alla Turchia, si rifaceva a questa problematica:
Non credo che ci sia al mondo nessun altro paese che abbia come la Bulgaria salutata con tante acclamazioni la dichiarazione di guerra. Bisogna tener conto del fatto che una parte della razza bulgara vive in Turchia oppressa e quasi messa fuori d'ogni legge, e che la vicinanza di quest'impero semi-barbaro è una fonte di minacce per la stessa tranquillità del giovane regno, bisogna (...) aver presente questi fatti per spiegarsi la gioconda eco che provocarono nell'anima bulgara i primi colpi di cannone sparati sotto Tripoli.25)
Per spiegare l'atteggiamento bulgaro l'autore fa quindi riferimento alle lotte che il principato prima, e il regno poi, avevano dovuto affrontare per emanciparsi dal giogo ottomano. La proclamazione dell'indipendenza, avvenuta il 5 ottobre del 1908, proprio all'indomani della rivoluzione dei Giovani Turchi, fu accettata dal governo ottomano in pratica sanciva uno stato di fatto già esistente ma non sopì, per questo, le lotte che opponevano i Bulgari alla Turchia. I Giovani Turchi, che pure avevano imposto al sultano il ripristino del regime costituzionale proclamando l'uguaglianza di tutte le razze e di tutte le confessioni religiose nell'intento di risollevare, con un comune sentimento otto' mano, le precarie sorti dell'impero, non avevano, in realtà, risolto i gravi prò-
W C. PAPA, La Romania e la guerra italo-turca, Bucarest, 16 ottobre 1911, rapp. n. 87, pp. 5, A.S.M.E., A.M., r. 81, pos. cit.
24> C. PAPA, Guerra italo-turca e neutralità della Romania, Bucarest, 20 ottobre 1911, rapp. n. 91, pp. 2, A.S.M.E., A.M., r. 81. Io., La stampa romena e la guerra italo-turca, Bucarest, 25 ottobre 1911, rapp. n. 94, pp. 2, A.S.M.E., S.B., r. 20
2W S. RADEV, La guerra vista cit., in Avanti!, p. 3.
26J Cfr. A. PERNICE, Origine ed evoluzione storica delle nazioni balcaniche, Milano, 1915, p. 573 e R. RAINEHO, Storia della Turchia, Milano, 1972, pp. 215-236.