Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; RADEV SIMEON
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1977
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Antonello F. M. Biagini
nato redattore del Vecerna PoHa, aveva intensificato l'attività di propaganda in Europa Ad insurrezione proclamata fu incaricato di scrivere il documento base per l'organizzazione interna del movimento e fu in questo documento che furono presi in esame, per la prima volta, gli aspetti etnici, politici e culturali del problema macedone. Nel 1905 si recò in Russia dove, durante la rivoluzione, entrò in contatto con i rappresentanti di vari ambienti e ottenne nel Palazzo d'Inverno un'intervista con il Ministro Vitte. I ricordi di questa esperienza, in seguito pubblicati, costituiscono un vero e proprio documento sull'atteggiamento dei politici, degli uomini di cultura e del popolo russo. Nel 1908, durante la rivoluzione dei Giovani Turchi, Radev raggiunse Salonicco dove venne accolto con entusiasmo dai dirigenti del movimento i quali cercarono di farlo aderire alla loro iniziativa; Kiamil pascià gli offrì di rimanere e di presentarsi prima come deputato poi come senatore, proponendogli contemporaneamente un posto di ministro nel Gabinetto centrale. Radev rifiutò, ma divenne uno degli animatori dei clubs costituzionali incaricato da Kiamil di redigere un trattato che risolvesse le principali questioni tra la Bulgaria e la Turchia. Negli anni che vanno dal 1905 al 1909, oltre a questa intensa attività politica, Radev si dedicò, con la collaborazione di Alexander Balabanov, alla pubblicazione della rivista di critica artistica e letteraria Chudoznik (Il Pittore), vera e propria novità per la stampa bulgara. Nel 1910-'ll pubblicò due volumi sui fondatori della Bulgaria prendendo in esame la guerra serbo-bulgara, le lotte tra la Bulgaria e la Russia, il risveglio del nazionalismo bulgaro, la crisi della monarchia reazionaria e la crisi del 1876. Allo scoppio della prima guerra balcanica (ottobre 1912), benché miope e riformato, chiese di partire come volontario per il fronte macedone dove, insieme ad altri volontari, meritò la croce di guerra distinguendosi nella cattura di un corpo di Enver pascià, uno dei massimi esponenti del movimento dei Giovani Turchi e leggendario condottiero durante la guerra di Libia, le guerre balcaniche e ministro della Guerra durante la prima guerra mondiale.31) È di nuovo in trincea contro i Serbi nelle operazioni del maggio-giugno 1913 quando la Bulgaria, che aveva sostenuto il peso maggiore della guerra contro i Turchi, non ritenne soddisfatte le proprie richieste e le proprie aspettative sui territori ceduti dalla Turchia in seguito alla pace di Londra del maggio 1913.
31) Enver bey poi Enver pascià (Istambul 188I-Turkestan 1922) terminò la Scuola di guerra nel 1899 e l'Accademia militare nel 1903. Fu messo, col grado di capitano, nel HI ordii di stanza a Salonicco. Fu tra i membri fondatori della società Unione e progresso e tra gli ufficiali che costrinsero Abd ul Hamid a proclamare la costituzione. In questi anni strìnse amicizia con Hilmi pascià, Niazi bey e Talàt bey e sarà più tardi un membro del triumvirato. Con la presa del potere da parte degli a Unionisti fu nominato ispettore per la Macedonia, quindi addetto militare a Berlino, dove subì l'influenza della corrente pangermanista e il suo nazionalismo si trasformò in panturchismo tenace. Si distinse particolarmente come condottiero militare nella guerra di Libia. Con il colpo dì Stato del partito a Unione e progresso del 24 gennaio 1913, nel 1915 fu nominato Ministro della Guerra e persuase il governo ad entrare in guerra a fianco della Germania. È il periodo del triumvirato Enver-Talàt-Cemal. La resa degli alleati e l'impossibilità di continuare la guerra costrinse il governo a dimettersi e i maggiori esponenti a fuggire. Anche Enver lasciò la Turchia passando per Odessa si recò a Berlino e da qui a Mosca. Nel 1920 partecipò al congresso dei popoli d'oriente a Bakù. Messosi a capo delle forze irregolari insorte nel Turkestan contro il governo di Mosca morì in combattimento. Cfr. S. S. AYDEMIR, Makedonja' don Orta Asya'ya Enver paa, Istambul, s.d.; L. FISCHER, / sovieti nella politica mondiale, Firenze, 1957, 2 voli., voi. I, pp. 450-460; F. MALCERI, La guerra Ubica (1911-1912), Roma, 1970, pp. 291 e 373; S. BONO, art. cH.t p. 78.