Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <218>
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Emilio Costa
la Relazione sui fatti di Genova di suo fratello Francesco e alcuni interessanti manifesti e opuscoli vari a stampa e manoscritti.8)
Anche nelle missive di argomento amministrativo si possono cogliere inte­ressanti spunti di vita politica.9) Particolare significato assumono alcune lettere del 1833 scritte in francese e indirizzate al Balbi Pioverà dal suo amministratore generale, Carlo Capsoni, da Torino e da Alessandria. Il 30 aprile lamentava la mancanza di lettere da Genova in quel momento di grande apprensione per la ecoperta della congiura mazziniana, per i numerosi arresti, per l'intercettazione di molta corrispondenza, per le articolate visite domiciliari. Il 4 maggio informava il marchese sulle mosse del governatore di Alessandria, sui movimenti di alcune batterie d'artiglieria comandati dal re, sulla traduzione a Torino degli arrestati di Genova, sulle voci che circolavano di richiesta di grazia al sovrano, sull'arresto dell'avvocato Azario, su un caso di delazione, sui molti arresti avvenuti in Ales­sandria. Il momento ricordava le misure repressive del 1821. Galateri con­cludeva est sur le qui vive, et nous pouvons ètre tranquilles . H 10 giugno, da Pioverà, gli comunicava che una commissione militare si era insediata in Ales­sandria e già si era messa all'opera: si parlava di sicure e prossime fucilazioni. Cinque giorni dopo gli scriveva, con evidente dolore, che in Alessandria era stato versato del sangue: cinque militari erano stati fucilati ed il governatore aveva assistito all'esecuzione.
Giacomo Balbi era stato arrestato alla metà di giugno e tradotto alla citta­della di Alessandria. Il 22 di quello stesso mese il Capsoni rivolgeva una sup­plica al governatore Galateri, invocando per il patrizio genovese un trattamento più umano. Il documento è originale e reca in calce una postilla autografa del Galateri. Presentandosi in qualità di procuratore generale del Balbi Pioverà, il Capsoni dichiarava che il marchese era costretto a mangiare con le mani, non disponendo di cucchiaio, di forchetta, di coltello. Non gli era permesso di scri­vere, di leggere, di conferire con l'amministratore dei suoi beni. Era malato, come risultava da un certificato medico; sua moglie era priva di sue notizie. Eppure, la lettera che il marchese stesso aveva indirizzato al governatore doveva essere garanzia della sua innocenza, perché rivelava l'integrità dei suoi principi morali e religiosi, la saldezza delle sue convinzioni politiche; essa forniva ampia
7) FRANCESCO BALBI SENAREGA, Relazione degli avvenimenti di Genova negli anni 1847-1848. Si tratta di un consistente manoscritto inedito, redatto in francese, che merita di essere studiato, perché è una fonte documentaria ricca di notizie in un momento di notevole rilevanza della vita risorgimentale genovese. Esso consta di otto fascicoli: I dal-F8 al 9 settembre 1847, pp. 344 (cm. 40 X 26); II dal 9 al 30 settembre 1847, pp. 18 (cm. 37 X 25,5); III ottobre-I0 novembre 1847, pp. 7 (cm. 37 X 25,5); IV, 1-15 novembre 1847, pp. 32 (cm. 40 X 26); V, dal 16 novembre al 10 dicembre, pp. 32 (cm. 40 X 26); VI, dal 10 al 31 dicembre 1847, pp. 34 (cm. 37 X 26); VII, dal 1 al 10 gennaio 1848. pp. 22 (cm. 37 X 25,5); fase. VILI, gennaio-febbraio 1848, pp. 42 (cm. 38 X 26). Vi sono allegati numeri di giornali e fogli volanti.
*) Vi sono copie di poesie patriottiche, di note canzoni pubblicate su giornali popolari. Vi è un fascicolo di proclami, di manifesti elettorali, di programmi della guardia nazionale. Vi figurano fogli volanti di carattere popolare, miscellanee di composizioni poetiche. Inte­ressante è la raccolta di buoni vari, ricevute, versamenti, prestiti, abbonamenti (quarantadue pezzi).
9) Vi sono lettere dell'ispettore delle dogane e gabelle e dell'azienda generale delle gabelle.