Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
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1977
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Le carte Balbi Pioverà
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Sono osservazioni interessanti, se teniamo conto che anche il ministero per tre giorni fu privo di notizie ufficiali dal quartier generale.
Una lettera di G. Pallavicini a Nina Balbi Senerega scritta da Parigi il 4 maggio 1849 interpreta i fatti di Genova del marzo-aprile in chiave moderata e giustifica la condotta del generale Alfonso La Marmora.12) Domenico Pareto, scrivendo al nostro marchese il 17 agosto 1849, esprimeva il suo rammarico per l'atteggiamento dei genovesi, per il costante pericolo di sovversioni ai quali contribuiva notevolmente il consistente numero degli emigrati lombardi residenti in Genova.
Riesce di vivo interesse la lettura di alcune lettere che Enrico Noli indirizzava al Pioverà dall'autunno del 1849 fino al 1854. Il mittente era stato mazziniano in gioventù ed aveva sofferto persecuzioni e carcere per i fatti del 1833; fu però di quel gruppo di mazziniani delusi e scopertamente arrabbiati che dal 1847 si avvicinarono ai moderati, divennero filogovernativi e costituzionali, finendo poi per ottenere dal ministero un pubblico impiego. È il caso di Angelo Orsini, di Lorenzo Ranco e di non pochi altri; il Noli, per mezzo delle raccomandazioni del Pioverà e di Domenico Buffa, otteneva nel dicembre del 1849 un posto di sotto intendente a St. Julien.l4) Le sue lettere rivelano" una certa acredine e vi domina una nota personale (è l'atteggiamento tipico di chi vuole lavare un passato con qualche macchia e per questo è zelante e caustico) ma non sono prive di osservazioni calibrate e di notizie utili per lo studioso. Scriveva da Genova il 3 settembre 1849:
Qui le cose non vanno male; tutto è quieto; benché non manchino sossorroni che aizzano gli odii e le diffidenze; però non a segno davvero da temere quanto in un ultimo numero della Discordia sulla fede d'una lettera anonima, si diceva tramarsi in Genova per opera di preti (un moto per far abolire lo Statuto!). Fole solite; non dovrebbe neppur dar timore la licenza della piccola stampa: non la penate, lasciatela fare, il governo è forte e deve saperlo e l'opinion pubblica ne farà presto giustìzia come in Inghilterra e non passerà molto. Quel che più preme si è la riforma della istruzione elementare: educare, instruire le classi inferiori; qui stanno gli elementi di futuro bene, d'ordine e libertà!
Ora come a senatore, ricordatevi e mettete dalla vostra altri colleghi... che se si vuole veramente riformare i tribunali di commercio, conviene incominciare dalla riforma delle cerniere d'agricoltura e commercio; renderle elettive, toglierne gli abusi. Infine (e così si è espressa l'opinione pubblica da noi) distruggerne affatto l'attuale organizzazione, affinché non si perpetuino ne' suoi stalli gli stessi uomini poco atti, la maggior parte, a sentire i doveri del loro posto, diretti da antichi e nuovi pregiudizi, poco affezionati davvero al nuovo ordine di cose.W)
*2) Cfr. BIANCA MONTALE, Per un profilo del moderatismo genovese cit., p. 224. ) Cfr. BIANCA MONTALE, ivi, pp. 226-227.
14) Sul Noli cfr. Dizionario del Risorgimento Nazionale cit., voi. Ili, pp. 712. Cfr. anche EMILIO COSTA, // Regno di Sardegna nel 1848-1849 nei carteggi di Domenico Buffa, Roma, 1966-1970. Tra le Carte Ricci dell'Istituto Mazziniano sono conservate alcune sue
lettere.
15) Si riferisce al giornale torinese La Concordia, diretto da Lorenzo Valerio.
W) Un brano di questa lettera è riportato da Bianca Montale in Per un profilo del moderatismo genovese cit., p. 228, n. 22.