Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
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1977
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Emilio Costa
Il 14 settembre forniva importanti notizie sulle prossime elezioni e, commentando la poco serena situazione politica, affermava, dopo aver parlato del ribasso dei {ondi pubblici:
Speriamo sul buon senno de' più e sulla prudenza del ministero e la decisione del giovine Re. Speriamo nella fortuna, imperocché l'animo del principe dev'esser veramente ancor imbevuto di quegli alti sensi cavallereschi che dite, se l'infrazione d'un giuramento in mezzo alla generale corruzione può sembrargli un delitto! Altrimenti a quel lieve filo si appoggierebbe l'esistenza delle nostre interne libertà! Dio ci prolegga!
Due giorni dopo scriveva che il partito ultra lavorava intensamente per far revocare lo statuto, per dimostrare che costituzione e monarchia risultavano incompatibili. Il ministero stava commettendo gravi errori, come quello del recente arresto di Garibaldi: giovò alla popolarità del generale. C'era aria di crisi: si voleva far cadere il ministero e si rischiava di aprire la porta ai retrogradi, di facilitare un colpo di Stato, di rovinare lo statuto, di consegnare il potere ai militari e, infine, da tale situazione, in Italia avrebbe trovato vantaggio il partito mazziniano.17> Il 16 ottobre esprimeva la propria ansia per le insistenti voci sulla crisi ministeriale.
Il 22 gennaio 1853 criticava la politica del ministero cavouriano; in realtà poco aveva capito della strategia del centro-sinistro, del significato che assumeva l'importante carica data da Cavour a Domenico Buffa, facendolo nominare intendente generale a Genova; neppure comprendeva la dinamica della ristrutturazione amministrativa del gran Conte (era però una miopia politica comune a molti in quei mesi in Piemonte). Ecco quanto scriveva:
Buffa mi risponde alle mie felicitazioni pell'ottenuto posto che accettò per dovere, che va a Genova a malincuore e che non sa quanto vi starà, è un vero galantuomo e quanto di lui dite è giusto. Peccato, come voi dite; e ben comprendo perché fu nominato. Dal resto io pure e poco e nulla comprendo alla marcia assunta dal nuovo Gabinetto. Si vogliono economie e si creano nuovi impegni, come di nuovi impiegati e grossi ecc. ecc. Si vuole forza ed energia e si promette maggior emancipazione ai comuni che a' tempi che corrono e con la ignoranza che regna in specie nelle campagne, è già eccessiva; e troppa, e possa un dì lo Stato che non debba pentirsene davvero! ...,8)
Nelle lettere di altri corrispondenti si possono cogliere spunti di qualche rilievo: sono riflessioni sullo svolgimento della politica piemontese, talvolta originali. Spesso si nota lo sfogo personale: sono tutti documenti dell'opinione moderata, il cui linguaggio trova un denominatore comune di fronte alle intemperanze democratiche e alle remore dei clericali e dei municipalisti.,9) Raffaele Benzi, console a Ginevra, scriveva il 6 gennaio 1853 al Pioverà:
Il risultato della votazione del Senato sulla legge del matrimonio civile è stato quale Ella Io prevedeva; ed io auguro che questa decisione dell'alta Camera possa portare miglior fortuna all'altra legge più razionale che sarà presentata nella prossima sessione. Ad ogni modo mi pare ch'è tempo che il governo dopo tante prove di prudenza, di edificante mansuetudine agisca energicamente verso un partito così assoluto nelle sue opinioni ed azioni,
,7> Il documento è riprodotto integralmente nell'articolo di Bianca Montale, Per un profilo cit., pp. 229-230.
18) Un brano di questa lettera è riportato da Bianca Montale in Per un profilo cit., p. 235.
' Tra le altre lettere più importanti di quel tempo è utile segnalarne une di Gaetano Pareto, Genova, 5 marzo 1854, pubblicata da Bianca Montale in Per un profilo cit., pp. 243-244.