Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <226>
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Libri e periodici
si rivolgono quanti vogliono agire. Lo Zaina mette in luce il contrasto violento ed insana­bile esistente fra il Sercognani e quanti cedevano alle toghe o meglio ai dibattiti delle assemblee (p. 99) e giustamente nota come quella azione rivoluzionaria fosse destinata sin dal suo nascere al fallimento, vittima, oltre che della fiducia illimitata nel principio del non intervento, in primo luogo di quegli uomini che a Bologna avevano preso il comando chia­mati non a da una massa di popolo, ma... dal curiale invito di un prelato (p. 122), uomini più adatti ad un Governo riformatore che ad un Governo che doveva guidare una rivoluzione, nonché del forte spirito municipalista che minò alla base ogni possibilità di riuscita.
In questo clima dovette operare il Sercognani, che il 20 febbraio era stato nominato dal governo di Bologna Generale di Brigata. Le sue iniziative vennero contrastate da Pier Damiano Armandi, comandante territoriale della città di Ancona e delle Marche, prima, e Ministro della Guerra poi, il quale, e per le effettive difficoltà e per una scarsa fede nella rivoluzione, non potè o non volle seguire il Sercognani nei suoi piani che culminarono in un tentativo di marcia su Roma, per colpire al cuore il potere temporale dei Papi. Minata da questi gravi contrasti la rivoluzione si esaurì: il Sercognani a pochi chilometri da Roma, privo di qualsiasi aiuto, vittima e delle truppe austriache chiamate dal Papa e della contro­rivoluzione interna dei sudditi pontifici, chiese invano aiuto ad un Governo che sapeva sol­tanto prodigare consigli di moderazione e di calma. La capitolazione di Ancona segnò la fine anche per la colonna del Sercognani, il quale, nella fuga, raggiunse Livorno e da lì la Francia, dove doveva trascorrere gli anni più bui e più tristi della sua esistenza, amareggiato dapprima dallo scambio di accuse con Pier Damiano Armandi circa le a re­sponsabilità della disfatta (p. 225) e poi vittima della solitudine e della miseria.
Il lavoro dello Zama, che si basa su una ricca ed accurata documentazione di cronache e documenti, i più importanti dei quali sono riportati in Appendice, nonché della biblio­grafia più recente, ci dà un approfondito esame della situazione italiana, dalla quale la figura del generale Sercognani emerge chiaramente delineata e collegata con l'ambiente in cui operò: in più, come giustamente nota Alberto M. Ghisalberti nella sua prefazione, nella quale i ricordi dell'amico si fondono con le considerazioni dello storico, c'è la pro­fonda umanità di Piero Zama che, oltre ad illustrare le vicende del patriota e del co­mandante, sa cogliere le più tenui sfumature dell'uomo Giuseppe Sercognani.
GABRIELLA CIAMPI
Risorgimento Veneto (Quaderni del comitato veneziano dell'Istituto per la storia del Risor­gimento italiano, 2); Venezia, Libreria universitaria editrice, 1976, in 8, pp. 110. S.p.
Esce a quattro anni dal suo esordio il secondo quaderno del Risorgimento Veneto che nell'intento del Comitato si proponeva uno studio della società veneta. Questo numero contiene tre articoli: una comunicazione, fatta da Renato Giusti ad un convegno sul pen­siero economico (Bologna, 1974), sul patriota mantovano Giovanni Arrivabene, già oggetto di accurato studio da parte dello storico belga Roberto Van NulTel; uno studio di Silvio Tramontin sul ruolo dei cappellani militari durante il biennio ce glorioso e doloroso del Governo Provvisorio, illustrando la loro duplice azione, morale e politica, fra le truppe dei volontari di tutta Italia. Infine una comunicazione dello studioso romeno Stefano Delu-reanu, che spiega le ripercussioni delle vicende venete fra i patrioti romeni del '48, per le quali sentivano comunanza di ideali e di aspirazioni.
FLORIANO BOCCIMI
GIOVANNI LAVIOLA, // processo ai liberali di Amendolara. La reazione borbonica dopo il 1848; Roma, Casa editrice Studi Meridionali, 1975, in 8, pp. 136. L. 3.000.
Il volume di G. Laviola intende trattare da un punto di vista storico gli avveni­menti dell'epoca del Risorgimento in quella fascia di terra che chiude a nord-est la Cala-