Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <230>
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Libri e periodici
tuale stampa è una consolazione . Dimenticando radicalmente l'evoluzione che così a lungo il Settembrini traccia della vita sessuale dei due protagonisti e falsando completamente i motivi che spinsero l'autore a dedicare la sua attenzione all'anomalia che vedeva trionfare nell'ergastolo, il Manganelli ci fa quasi apparire il Settembrini come un apologeta della pederastia, spiegando questa funzione in perfetto accordo con le sue idee politiche, specie col suo acceso anticlericalismo, in quanto al solito il cristianesimo è per lui quell'odioso regime spirituale che tortura il sogno, che sevizia la libertà in tutti i suoi aspetti, che grazie a Dio oggi la progressiva civiltà dei miscredenti e degli invertiti ci sta insegnando a rinnegare e a disprezzare in vista di quella riconsacrazione degli istinti corporali da cui sembra che la vita sociale, morale e culturale debba attendere la sua provvidenziale innova­zione. Questo è il segno dei tempi che si è venuto a stampare sopra un volumetto che ad altro non poteva servire se non a costituire una piccola ma interessante scoperta di un aspetto secondario della biografia o meglio della sofferta avventura terrena del Settembrini.
ETTORE PARATORE
GIUSEPPE MONSAGRATI, Federalismo e Unità nell'azione di Enrico Cernuschi (1848-1851) (Collana scientifica della Domus Mazziniana , 15); Pisa, Nistri-Lischi, 1976, in 8, pp. 289. L. 4.000.
C'est... des cheveux, du talent et du courage; l'homme n'y est pas : una descri­zione laconica ed insieme incisiva, che inquadra in maniera assai precisa la figura di En­rico Cernuschi. Del resto, colui che di quella descrizione era autore Carlo Luciano Bona-parte, principe di Canino aveva avuto modo di conoscere a fondo la personalità di Cer­nuschi durante i lavori parlamentari romani del 1848-49; e se questa descrizione può sem­brare astiosa una replica alla celebre battuta di Cernuschi ce Canino, caninamente latra nella sostanza disegna efficacemente gli aspetti caratteristici della personalità dell'uomo Cernuschi. Tali aspetti erano peraltro comuni ad una generazione, quella formatasi fra il 1820 e il 1830, che negli avvenimenti del 1848-49 ebbe finalmente modo di entrare in scena e di misurarsi con la realtà delle cose. Concentratasi nel campo democratico, dopo ini­ziali sbandamenti dovuti alla guerra regia della primavera del 1848, quella generazione era intimamente unita nell'avversione verso la politica svolta sino a quel momento dai capi storici, sia di indirizzo moderato, sia di fede mazziniana; ed il suo intento era di essere protagonista, sul terreno dell'azione, di una svolta del sentimento nazionale in una direzione nuova, diversa da quanto si era teorizzato o fatto fino alla vigilia del 1848. Vi era una ribellione contro il passato ed una aspirazione verso un futuro dalle connotazioni ancora indefinite; da ciò discende il limite di questi uomini che, formatisi senza la guida dei capi storici, per lo più in esilio fuori d'Italia, e nella ristrettezza di visione dell'ambiente culturale negli Stati preunitari dopo il 1831, non riuscivano ad esprimere un nuovo credo politico e finivano per rivolgersi quindi ail'indietro, chiedendo a quella medesima genera­zione, da cui erano usciti i tanto aborriti capi storici, di essere compresi e guidati.
Monsagrati sottolinea giustamente nella premessa al volume l'importanza di questa contraddizione presente nei dibattiti ideologici del 1848-49 e, del resto, lo stesso titolo del volume, privilegiando sull'elemento biografico i termini contrapposti di federalismo e unità, rende subito chiara l'impostazione dell'A., che in Cernuschi vede soprattutto il per­sonaggio in cui quelle contraddizioni meglio si incarnano. L'azione di Enrico Cernuschi nel biennio 1848-49 rappresenta infatti un esempio, fra i più significativi, del dramma sofferto da chi cercava di sfuggire al circolo vizioso di voler essere autonomo protagonista e, nel contempo, di dover poi, de facto, cercarsi una guida per poter essere almeno com­primario. Nato nel 1821, egli non aveva prima del 18 marzo 1848 un passato politico degno di nota: durante le Cinque Giornate ed in seguito fino all'agosto, brillò per coraggio e determinazione come organizzatore della guerriglia urbana e come fiancheggiatore sul piano pratico della teoria politica di Cattaneo; quest'ultimo è appunto la guida a cui Cernuschi si rivolge, pronto ad adottare in toto l'idea federalista, senza però curarsi molto se le sue azioni o le sue parole si conformassero poi alla teoria cattaneana. Da Milano a Lu-