Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno
<
1977
>
pagina
<
231
>
Libri e periodici
231
gano, Firenze ed infine a Roma, Cemuschi porta sempre con sé il bagaglio della sua coerenza sul piano pratico e della sua incoerenza sul piano ideologico, pronto ad ondeggiare nella ricerca della guida fra Cattaneo e Montanelli.
Dopo la caduta della Repubblica romana, un avvenimento del tutto fortuito fa si che egli si distingua da coloro della sua generazione che, dopo gli avvenimenti del 1848-49, erano destinati a rientrare nell'anonimato. L'anno di prigione a Civitavecchia e Roma e i due processi subiti da parte dei tribunali francesi d'occupazione lo distaccano dal ruolo finora ricoperto, per avvicinarlo al mondo dei capi storici e dei veterani delle insurrezioni, in esilio dopo il 1849. In questo repentino mutamento di ruolo consiste la peculiarità della figura di Cemuschi, che conferisce ulteriore validità alla scelta operata da Monsagrati, che vede nel milanese il personaggio esemplificativo del clima del periodo 1848-1851: da illustre comprimario Cemuschi assurge, unico fra gli uomini della sua generazione, al ruolo di protagonista, e la sua penna, abituata a redigere fantasiosi bollettini della Commissione delle barricate, può ora scrivere la Difesa, un manifesto politico , per dirla con Cattaneo. Alla fine del procedimento giudiziario, egli entrerà da trionfatore nel mondo parigino degli esuli e verrà citato nelle memorie dell'epoca alla pari del Martire dello Spielberg, del Difensore di Venezia o di un ex Presidente del Consiglio piemontese. Un ruolo che non poteva essere il suo, ed infatti, impari al compito assegnatogli dalla sorte, Cemuschi abbandonerà ben presto il ruolo di leader, dopo un primo ondeggiamento fra Cattaneo, Ferrari, Montanelli e Lamennais. Ed in perfetta coerenza con la sua personalità eminentemente pratica, mentre la sua guida ideologica, Cattaneo, con la fine dell'idea federalista si chiudeva nella vita contemplativa , egli si dedicava al mondo degli affari, giungendo in poco tempo ad essere uno fra i più ricchi finanzieri di Francia.
Da quanto abbiamo detto, si può facilmente comprendere la singolarità dei diversi aspetti della figura di Cemuschi e si possono altresì intendere le ragioni che hanno condotto Monsagrati, autore di diversi saggi su alcune figure della Repubblica romana, a soffermare su di lui la propria attenzione. L'esperienza fatta su altri personaggi e la profonda conoscenza del contesto ideologico in cui gli avvenimenti del quadriennio 1848-1851 si sono mossi, ha evitato all'A. l'errore di chiudersi negli angusti limiti di un lavoro unicamente biografico: al contrario bisogna ascrivere a merito di Monsagrati l'aver saputo distinguere nettamente, anche nell'articolazione del lavoro, le due fasi dell'azione politica di Cemuschi; nei primi due dei quattro capitoli in cui si divide il libro, Cemuschi è seguito nel contesto degli avvenimenti e dei dibattiti ideologici del 1848-49; su di essi si incentra l'attenzione dell'A., che riesce a disegnare nitidamente la figura del milanese senza peraltro porlo al centro della scena, non cadendo quindi nel difetto che, se pur comprensibile, altera non di rado la prospettiva storica dei lavori biografici. Il 6 luglio del 1849 Cemuschi veniva arrestato dai Francesi a Civitavecchia e con l'arresto come abbiamo già detto assurgeva al ruolo di leader: Cemuschi è ora al centro della narrazione, ma ciò non avviene a discapito del contorno; al contrario, il dibattito ideologico che si svolge fra gli esuli a Parigi dopo l'arrivo di Cemuschi è fra le pagine più interessanti e vive del volume. Un'ultima notazione vogliamo riservarla alle fonti: esse sono assai ampie e dimostrano l'accuratezza del lavoro di base svolto. Le minuziose ricerche condotte negli archivi di Parigi e Roma trovano il loro corrispettivo in campo bibliografico in una serie di note sempre documentate ed esaurienti, che indicano il sicuro impianto da cui ha preso le mosse il volume e sottolineano il prezioso contributo che esso porta nel delineare ed inquadrare, assieme al personaggio Cemuschi, quattro anni fra i più importanti e drammatici per i democratici italiani.
ROMANO UGOLINI
ENRICO LIBURDI, Il poeta dell'Inno di Garibaldi; S. Benedetto del Tronto, Linograf, 1975, in 8, pp. 60. S.p.
Notoriamente il nome di Luigi Mercantini, il Tirtco del Risorgimento, è legato, per diritto di paternità, all'Inno di Garibaldi. Però non ne condivide la fama nella misura ohe