Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno
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1977
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pagina
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Libri e periodici
giustizia vorrebbe: la fama dell'Inno, che tuttora resiste, nonostante il rombare e rimbombare di altre musiche e di altri inni, con o senza camicia.
Del Mercantila oltre ai soliti scheletrici profili delle enciclopedie e alle note di non. tutti i testi scolastici, conosciamo talune illustrazioni marginali garantite nella loro serietà dal nome dei singoli autori, a cominciare dallo stesso Enrico Liburdi, da Omero Pierini, da Gaetano Falzone e da Alfredo Grilli, ai quali possiamo aggiungere il Neroni, Boccabianca, Bucci, Castelli e Rosati, nonché i benemeriti informatori, come gli indimenticabili amici Giovanni Maioli e Carlo Barrilis.
Ma ora si può finalmente parlare di una vera biografica del Mercantine anche se si tratta di un discorso celebrativo il quale però almeno nell'edizione supera la consueta ampiezza, ed è ricco di note.
Tale biografia fa parte degli Atti del Convegno di studi mercantiniani tenuto a Ripatransone; e possiamo conoscerla in estratto.
Essa ci presenta l'uomo politico, il patriota ed il poeta, la sua vita vissuta nel luogo natale ed altrove, i suoi studi, la sua attività di docente, l'ambiente familiare, i contatti con gli amici, e le tante amarezze e delusioni che non mancano mai agli onesti.
E dunque una biografia che pur essendo nata nel clima delle celebrazioni, non diventa apologia, ed è fatta di documentazione, di precisazioni e come abbiamo detto è corredata di note che attestano la particolare erudizione dell'A. in materia.
PIERO ZAMA
FRANCESCO LEONI, L'attività diplomatica del Governo borbonico in esilio (1861-1866); Napoli, Edizioni de L'Alfiere, 1969, in 8, pp. 158. L. 2.000.
Negli ultimi tempi è stato di moda puntare sull'oc Antirisorgimento , rivalutando aprioristicamente gli Stati preunitari a detrimento del governo nazionale. Ora, se è più che doverosa una attenta e obiettiva valutazione di questi governi, è per lo meno sospetta una levata di scudi in massa a sostegno del povero FranceschieUo ; caso tipico è stato il romanzo La conquista del Sud di Carlo Alianello. Nostalgie borboniche? In molti casi senz'altro, magari tese al vagheggiamento di un Sud non colonizzato dai ce Piemontesi . In altri, un tentativo di sistematica demolizione dell'opera della Destra , presentata nella peggior luce possibile.
La ricerca del Leoni si appunta sul piano politico-diplomatico del dopo-Gaeta e sul governo borbonico in esilio di Palazzo Farnese, presieduto dal marchese Pietro Ulloa. Piano senz'altro poco studiato, a differenza del politico-militare, in specie il brigantaggio.
Le Potenze europee erano ancora dubbiose sulla durata del nuovo regno unitario, sicché abbastanza spazio era lasciato agli esperti diplomatici napoletani in esilio, oc La diplomazia napoletana rimase stretta intorno a Francesco II, quasi compatta; allorché al tradimento dei funzionari, militari, amministratori, fece riscontro la quasi totale fedeltà del corpo diplomatico, impegnato in una commovente, quanto inutile gara di devozione nei confronti del suo sovrano (p. 18). Assistiamo cosi a tutto lo stillicidio di riconoscimenti del governo italiano da parte delle varie nazioni, col conseguente, sdegnoso ritiro del rappresentante di Francesco II, che non può offrire in cambio nulla di concreto. Belle parole, elogi al coraggio manifestato a Gaeta dalla regina Maria Sofia, ma niente di più. Solo l'Austria e Pio IX conservarono, in segno di stima, un rappresentante borbonico fino ed oltre il 1870, quando le ultime speranze di restaurazione erano ormai svanite. Il lavoro di questi fedelissimi della monarchia gigliata era inoltre ostacolato dai contrasti a Palazzo Farnese fra conservatori e progressisti: <c in bilico fra queste due tendenze, Francesco II esitava ad assumere un atteggiamento. L'ultimo Sovrano delle Due Sicilie non aveva certo l'animo dell'uomo pronto alle azioni improvvise. I suoi tentativi erano stati fatali, alla dinastia, nel 1860. Né poteva egli aver mutato carattere dopo la caduta di Gaeta, anche se nella
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