Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <232>
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Libri e periodici
giustizia vorrebbe: la fama dell'Inno, che tuttora resiste, nonostante il rombare e rimbom­bare di altre musiche e di altri inni, con o senza camicia.
Del Mercantila oltre ai soliti scheletrici profili delle enciclopedie e alle note di non. tutti i testi scolastici, conosciamo talune illustrazioni marginali garantite nella loro serietà dal nome dei singoli autori, a cominciare dallo stesso Enrico Liburdi, da Omero Pierini, da Gaetano Falzone e da Alfredo Grilli, ai quali possiamo aggiungere il Neroni, Boccabianca, Bucci, Castelli e Rosati, nonché i benemeriti informatori, come gli indimen­ticabili amici Giovanni Maioli e Carlo Barrilis.
Ma ora si può finalmente parlare di una vera biografica del Mercantine anche se si tratta di un discorso celebrativo il quale però almeno nell'edizione supera la con­sueta ampiezza, ed è ricco di note.
Tale biografia fa parte degli Atti del Convegno di studi mercantiniani tenuto a Ripatransone; e possiamo conoscerla in estratto.
Essa ci presenta l'uomo politico, il patriota ed il poeta, la sua vita vissuta nel luogo natale ed altrove, i suoi studi, la sua attività di docente, l'ambiente familiare, i contatti con gli amici, e le tante amarezze e delusioni che non mancano mai agli onesti.
E dunque una biografia che pur essendo nata nel clima delle celebrazioni, non di­venta apologia, ed è fatta di documentazione, di precisazioni e come abbiamo detto è corredata di note che attestano la particolare erudizione dell'A. in materia.
PIERO ZAMA
FRANCESCO LEONI, L'attività diplomatica del Governo borbonico in esilio (1861-1866); Napoli, Edizioni de L'Alfiere, 1969, in 8, pp. 158. L. 2.000.
Negli ultimi tempi è stato di moda puntare sull'oc Antirisorgimento , rivalutando aprioristicamente gli Stati preunitari a detrimento del governo nazionale. Ora, se è più che doverosa una attenta e obiettiva valutazione di questi governi, è per lo meno sospetta una levata di scudi in massa a sostegno del povero FranceschieUo ; caso tipico è stato il romanzo La conquista del Sud di Carlo Alianello. Nostalgie borboniche? In molti casi sen­z'altro, magari tese al vagheggiamento di un Sud non colonizzato dai ce Piemontesi . In altri, un tentativo di sistematica demolizione dell'opera della Destra , presentata nella peggior luce possibile.
La ricerca del Leoni si appunta sul piano politico-diplomatico del dopo-Gaeta e sul governo borbonico in esilio di Palazzo Farnese, presieduto dal marchese Pietro Ulloa. Piano senz'altro poco studiato, a differenza del politico-militare, in specie il brigantaggio.
Le Potenze europee erano ancora dubbiose sulla durata del nuovo regno unitario, sicché abbastanza spazio era lasciato agli esperti diplomatici napoletani in esilio, oc La diplo­mazia napoletana rimase stretta intorno a Francesco II, quasi compatta; allorché al tradi­mento dei funzionari, militari, amministratori, fece riscontro la quasi totale fedeltà del corpo diplomatico, impegnato in una commovente, quanto inutile gara di devozione nei con­fronti del suo sovrano (p. 18). Assistiamo cosi a tutto lo stillicidio di riconoscimenti del governo italiano da parte delle varie nazioni, col conseguente, sdegnoso ritiro del rappresen­tante di Francesco II, che non può offrire in cambio nulla di concreto. Belle parole, elogi al coraggio manifestato a Gaeta dalla regina Maria Sofia, ma niente di più. Solo l'Austria e Pio IX conservarono, in segno di stima, un rappresentante borbonico fino ed oltre il 1870, quando le ultime speranze di restaurazione erano ormai svanite. Il lavoro di questi fedelis­simi della monarchia gigliata era inoltre ostacolato dai contrasti a Palazzo Farnese fra con­servatori e progressisti: <c in bilico fra queste due tendenze, Francesco II esitava ad assu­mere un atteggiamento. L'ultimo Sovrano delle Due Sicilie non aveva certo l'animo del­l'uomo pronto alle azioni improvvise. I suoi tentativi erano stati fatali, alla dinastia, nel 1860. Né poteva egli aver mutato carattere dopo la caduta di Gaeta, anche se nella
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