Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <235>
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Libri e periodici
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candidature comunali all'istituzione di una Borsa del Lavoro, particolarmente positive e costruttive, nell'ambito delle quali un momento dialettico qui non approfondito a sufficienza è costituito dal ruolo del deputato operaio Antonio Mani.
E quest'ultimo, infatti, con Romussi, la sfumatura cavallottiana, cioè, della demo­crazia ambrosiana, in significativa e cordiale intesa col sindaco moderato Belinzaghi, che fa prevalere la dizione di Camera del Lavoro come istituzione esclusivamente di classe destinata a difendere gli interessi della mano d'opera contro il capitale (Cabrini no­vembre 1890).
La Camera si costituisce dunque nel marzo 1891 con quell'egemonia categoriale dei tipogran che non bisogna mai perder di vista (è un'autentica aristocrazia operaia) ed in un contesto politico nazionale (è andato al potere Luzzatti) che in tutto il libro è tenuto troppo nell'ombra, fino addirittura a non trarre alcun profitto da un lavoro così riccamente arti­colato come quello del Fonzi per la Milano degù anni immediatamente successivi.
Di questi non ripercorreremo dunque la cronistoria, sulla traccia puntuale e diligen-tìssima delle AA., che sfruttano un buon materiale giornalistico e pubblicìstico, ed uno ottimo archivistico, di questura e prefettura.
Ci limiteremo a sottolineare il persistere di un problema endemico di disoccupazione e sotto-occupazione spesso stagionale (i fornaciai, i camerieri) che condiziona tutto il mer­cato del lavoro nel quadro di un colossale processo d'inurbamento, che avrebbe potuto te­nersi forse più attentamente presente, malgrado la carenza di studi specifici in proposito (pensiamo ad esempio alla funzione di riserva conservatrice esercitata lungo tutti gli anni ottanta dal circondario di Monza nei confronti di quello di Lodi, alla creazione del sesto collegio, ad Abbiategrasso, che continua ad essere controllato dal radicalismo tempera tìssimo di Mussi, e cosà via).
Sotto il profilo politico, l'agnosticismo a proposito dei fasci siciliani (ed usiamo un termine eufemistico) è illustrato troppo di sfuggita, specie sul riflesso che la susseguente repressione crispina non avrebbe colpito la Camera in quanto tale, i moderati alla Vigoni ed i radicali alla Ugo Fisa continuando a godere di un'udienza non trascurabile presso tutta l'organizzazione.
Questa soffre un anno e mezzo di scioglimento sotto i colpi di Bava Beccaris, e la sua ricostituzione è condizionata da un ambiente politico profondamente alterato, i partiti popolari al potere, il privatismo e liberismo intrattabili dei repubblicani, il ministerialismo dei riformisti, il ruolo di Mussi come sindaco.
Perciò il colloquio con la politica risulta subito col nuovo secolo più fitto e consi­stente di quanto prima non fosse, e la presenza della Camera puntuale, attiva e diretta fin dall'inizio dell'agitazione come nel caso dei muratori, dei tramvieri, delle altre cate­gorie più pugnacemente investite dal movimento rivendicativo.
Tra di esse anche nel Milanese, ed anzi oggetto di particolare attenzione ad opera dei riformisti, sono quelle agricole, ma qui con risultati singolarmente negativi, che avreb­bero anch'essi meritato un approfondimento, e che aprono la strada ad una controffensiva padronale rapidamente estesasi alla città.
Mentre lo scissionismo ultraministeriale dei riformisti, dunque, aveva colto il movi* mento economico in una fase di poderosa espansione, e non aveva perciò tardato ad inse­rirsi nelle sue esigenze, e sostanzialmente a subordinarvisi, il discorso sindacalista si svi­luppa in un momento difensivo, di scollatura tra organizzazione e partito, un'intransigenza che viene dai fatti più che dalle idee, ma che non riesce a mediare tra i due momenti, prefigurando la sconfitta dello sciopero generale.
RAFFAELE COLAPIETRA
GUIDO Dorarmi, // 1917 di Russia nella stampa italiana; Milano, Giuffrè, 1976, in 8, pp. 432. L. 9.000.
L'enorme portata degli avvenimenti russi che ebbero luogo nel ventaglio di tempo compreso tra la fine del febbraio 1917 e il dicembre dello stesso anno non ha certamente bisogno di essere ricordata. Va invece sottolineato che finora, nonostante i pur validi con-