Rassegna storica del Risorgimento

PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno <1920>   pagina <360>
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A. PONZA in I. MA tltì.N-0
B vecchio diplomatico piemontese oj ritenne tutta/via oppor­tuno tale procedimento ed opponendo Contegno fermo e risoluto a tutti i tentativi dell'avversario, riuscì ad averne ragione, cosicché il 23 luglio ad ora avanzata della notte-fi Plenipotenziario austriaco faceva assicurare agli inviati, sardi che era disposto a firmare il 'MMo, tale e quale gli era stato presentato.
Se ciò costituiva una vittoria, specialmente nei riguardi (Iella questione finanziaria è di quella dei Ducati, poteva -invece signifi­care resa a discrezione per. quanto concerneva iFamnistia, poiché l'articolo della convenzione in parola, che era destinato a trattare appunto diell>aiunisti".m-a, 'Sfiato; lasciato in bianco. D'idfcrma fase dell'azione si svolse pertanto intorno a questo vitalissimo argomento.
Mei frattempo però, come si è detto, fera giunta a bornio Pin-formazione ufficiale delle buone disposizioni delKilte a.1 transi­gere sulle pretese dì indennità, Tftno alla somma eli 71 milioni.
Massimo d'Azeglio si annetto a dame comunicazione ai plenipo­tenziari, invitandoli, ufficiosamente a prenderne norma per non ol-trapassare l'offerta di 75 milioni, come erano stati precedentemente autorizzati. GonfidenzialmentB-tuttavla, pare desse il consiglio di ten­tare di ottenere una ulteriore riduzione alla cifra già convenuta.
Ciò avrebbe portato riaprire la questione ormai esaurita con tanta fatica, là :Go:sa Jrèsentavà seri pericoli. Il De Bruefc ne avrebbe certo approfittato per avvalorare' le proprie accuse, tante volte ripetute, -li poca buona* fede e di tendenza alla tergiversa­zione Insomma per una differenza di quattro milioni si rischiava di tornare da capo, con un salto nel buio.
Il Pralormo ne fu impressionato sfavorevolmente, e, mentre non ritenne opportuno uniformarsi al consiglio ricevuto scrisse al Primo ministro rappresentandogli 1 proprio punto di vista. Nella circostanza, poiché i 'uei. giorni era stato oggetto delle prime sol­lecitazioni da parte il Governo perchè accettasse, a trattato con­cluso* la missione di Recarsi a Parigi per ristabilire relazioni più sincetamente cordiali colla vicina repubblica, egli reputò doveroso esporre anche le proprie Mee sulla situazione genferai e europea in relazione al PipaoWe mi stila ace.
'Azeglio' .'gp 3'if5pQSe- ssicairantiolo .cirea' le sue intenzioni jéÈW guardo ali'mdenn'ì: fe oitteaianiogit ancora una volita-la propria fiducia illimitata. Di' più, avendo avuto alai Dbormida (che si era recato in quei giorni a Torino per molivi privati) sentore dell'im­pressione sfavorevole podotta: .'dal suo. Mìnm dispaccio ufficiale.