Rassegna storica del Risorgimento
BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
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1977
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251
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Libri e periodici
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vegliasti ricordando la benemerita opera del prof. Lodolini relativamente all'Archivio di Stato e al Comitato provinciale di Ascoli Piceno dell'Istituto. Ha aperto i lavori il presidente del Comitato, prof. Francesco Danese, il quale ha porto il saluto della prof. Morelli, impossibilitata a intervenire al convegno. Sono seguite le comunicazioni: Carla Boiocchi, La lotta elettorale nel collegio di Ascoli Piceno dal 1861 in poi; Francesco Danese, Qualche aspetto del recupero del potere a Fermo da parte dei cattolici, tra il 1870 e il 1890; Jovce Lussu, Gli anarchici internazionalisti; Gladys Muzzarelli Salvadori, Dati su Luigi Salvadori-Paleotti 1816-1910; Luigi Rossi, Evoluzione dei contratti agrari a Fermo, tra il '700 e U *9Q0; Carlo Tomassini, Ecclesiastici e ceti popolari al tempo del cardinale De Àngelis, a Fermo; Carlo Verducci, Per una ricerca sulla vita quotidiana del Piceno. Si farà il possibile per pubblicare gli Atti del convegno, premessa di successivi approfondimenti.
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BARI. - Verbale riunione Consiglio direttivo del 19 gennaio 1977. Il 19 gennaio u.s. si è riunito il Consiglio direttivo del Comitato barese per ricordare i due illustri figli della Puglia: Ricciotto Canudo e Nicola Vacca. Erano presenti i consiglieri aw. Mauro Arme-nise, col. Gerardo Chiancone, prof. Carlo Colella, preside Giuseppe Lovero, dott. Giovanni Paparella, dott. Nicola Viterbo ed il rag. Silvio Luberto, nuovo socio.
Il prof. Carlo Colella, promotore della riunione, ha ricordato che il 2 gennaio si è compiuto il centenario della nascita di Ricciotto Canudo, pioniere dell'arte cinematografica, rappresentante del periodo del primo novecento. Nato a Gioia del Colle, in provincia di Bari, studiò presso l'Istituto Tecnico Pitagora del Capoluogo ed ebbe tra i suoi professori l'insigne studioso di lingua francese Zambetta. Nel 1902 si trasferì a Roma e poi a Firenze dove divenne collaboratore della Nuova Antologia, diretta dal Ferraris e dal Son-nino. Partito per Parigi in breve tempo conquistò gli ambienti culturali della capitale francese, ascendendo agli alti gradi del tout Paris. Tra i suoi migliori amici annoverò Paul Valéry, che lo indirizzò agli studi sul simbolismo, Pablo Picasso e Maurice Ravel, che influirono notevolmente sulla sua formazione culturale. Per noi studiosi di storia del Risorgimento, della vita di Canudo interessa il periodo che comprende la Grande Guerra; allorché la Germania nel 1914 invase la Francia, il Canudo fu tra i fautori e promotori dell'intervento dei volontari garibaldini alle Argonne. Venuto a Napoli, dove si erano formati questi nuclei partecipò alle manifestazioni organizzate per la loro partenza per Marsiglia, cui intervennero Antonio Labriola e Pier Delfino Pesce. I volontari partirono indossando l'uniforme garibaldina, ma i Francesi non permisero che essi la portassero in battaglia attirava le palle dei fucili tedeschi, dicevano e i nostri volontari si adeguarono alla tenuta francese. Canudo partecipò alla tragedia di S. Stefano del 1914 allorché caddero i nipoti dell'Eroe dei due Mondi: Bruno e Costante Garibaldi; quest'ultimo gli spirò quasi fra le braccia. Entrato nell'esercito francese il Canudo, prima come tenente e poi come capitano degli Zuavi, partecipò a varie battaglie; dopo la sconfitta dei Dardanelli, ferito, fu inviato a Salonicco, dove compose il poema della Vardar. Finita la guerra Canudo tornò a Parigi e vi colse lusinghieri successi sia con i suoi scritti poetici sia per quelli di critica cinematografica.
Mori nel 1923, ed uno dei suoi primi studiosi fu il prof. Nicola Cacudi, allievo del prof. Zambetta, che pubblicò pochi giorni dopo la sua morte un articolo sulla Rivista da lui diretta Letteratura francese.
Il Comune di Gioia del Colle dedicherà durante tutto l'arco del 1977 una serie di manifestazioni per ricordarlo degnamente ai posteri. Esse si inizieranno il 6 febbraio con l'inaugurazione di una lapide sulla facciata della sua casa natale. Del Comitato d'onore, presieduto dal ministro Malfatti, è stato chiamato a far parte anche il dott. Pasquale Di Bari, nostro presidente.
Dopo Canudo, il prof* Colella ha ricordato la figura di Nicola Vacca, vice presidente della Società di storia patria per la Puglia, storico di grande rilievo, scomparso recentemente. Egli oltre ad essere stato studioso di storia dell'Ottocento, fu anche uno dei maggiori esperti del '700 napoletano e salentino. Direttore della rivista Rinascenza Salentina,