Rassegna storica del Risorgimento

BALBI PIOVERA GIACOMO CARTE; ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FOND
anno <1977>   pagina <253>
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Libri e periodici
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cese. L'oratore è stato presentato dalTavv. Rino Vendola, Commissario Regionale alla Fon­dazione e dall'universitario Stefano Conca.
Dopo aver rivolto parole di plauso alla Pomari ci San tornasi per l'opera di diffu­sione della cultura a Gravina (pubblicazione di quaderni del giornalista Custodero e del prof. De Gennaro) il prof. Paparella ha tracciato in grandi linee l'aspetto peculiare del decennio francese mettendo in risalto come esso rappresentò una svolta considerevole per la Puglia. E, quindi, passato ad esaminare gli avvenimenti in Gravina per metterli in relazione con quelli di Napoli (offensiva degli anglo-borbonici contro il Murat) al fine di meglio ana­lizzare le due matrici del brigantaggio: quella socio-politica e quella di delinquenza comune. In particolare ha evidenziato che, mentre nel 1808 tale fenomeno si caratterizza nei reati di furto, rapina, abigeato, ricatto, nel 1809, in concomitanza con la spedizione in continente guidata dallo Stuard e dal Nunziante, il brigantaggio divenne rivolta verso gli occupanti francesi.
E questo il periodo in cui il bandito Scarola, tristemente noto in Basilicata, sconfina in Puglia dirigendosi verso Gravina con ottanta briganti e sconfiggendo una colonna mo­bile organizzata dal Conte Viti, Sotto-intendente in Altamura, di gran lunga più numerosa. In particolare ha accennato all'insurrezione lucana del luglio-agosto 1809 ed ai combat­timenti fra le truppe del gen. Pignatelli, ed i briganti di Tolve, Irsina, Grassano, che ebbero anche le loro ripercussioni in Puglia, specie a Gravina, dove per un certo periodo di tempo si visse sotto l'incubo di una incursione. Nel dicembre 1809 ha ricordato l'oratore furono trucidati numerosi legionari gravinesi attratti in una trappola dalla banda dello Scarola, dopo l'arresto di un presunto luogotenente di costui, tale Nicola Centonze (detto Cirillo) di Cerignola. Il prof. Paparella ha messo in rilievo, inoltre, le condizioni sociali in cui si trovava la popolazione di Gravina in quel periodo (1808-1809) divisa tra raccogli­mento delle nuove idee rivoluzionarie ed il conservatorismo arcaico.
E quindi seguito un dibattito in cui sono intervenuti lo stesso avv. Rino Vendola, che ha ricordato la manifestazione di piazza svolta dalle madri di Gravina contro la co­scrizione obbligatoria , il prof. Francesco Mastrogiacomo, il doti. Giacomo Di Gennaro, il rag. Mino Divèlla e i'univ. Domenico Calia.
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FORLÌ. Un altro grave lutto ha colpito il Comitato forlivese: dopo una vita ope­rosa, è deceduto nello scorso novembre, il dottor Icilio Celli. Nato a San Zaccaria (Ravenna) nel 1901, compiuti gli studi, tecnici, si era laureato brillantemente presso l'Università Boc­coni di Milano. Dopo un periodo di apprezzata attività nella capitale lombarda, rientrava in Romagna ove si impegnava, con intelligente passione, nella conduzione della propria azienda agricola.
Data la Sua competenza gli veniva affidata la cura della azienda agricola del Comune di Forlì; in detta città esplicò vari incarichi e fu anche Consigliere e Assessore Comunale. Era da molti anni socio del nostro istituto.
Hanno aderito al Comitato i Signori: prof. Ada Carini Spallicci, direttore della Rivista d'illustrazione romagnola La Pie; dott. Alfredo Aldo Fanzini, presidente del­l'Unione provinciale Agricoltori di Forlì: dott. avv. Raoul Roberti, direttore amministra­tivo dell'Ente Ospedaliero di Forlì; cav. uff. dott, Alberto Silvestri, presidente del Comitato Pro-Forlì storico-artistica,
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MILANO. - D'accordo con la Ripartizione cultura e spettacolo del Comune e con le Civiche raccolte storiche, il nostro Comitato ha organizzato una serie di conferenze. DI 23 febbraio ha parlato il dott. Guido Donnini su Gli avvenimenti russi del 1917 nella stampa italiana ; il 3 marzo il prof. Renato Giusti su Il giornalismo lombardo-veneto nel rap-