Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1914>   pagina <543>
immagine non disponibile

BibU
ebbero a loro disposinone i documenti e le testimonianze necessarie, o; più probabilmente, pereìiè non credettero valesse la pena di indugiarsi troppo a lnngo sul primo periodo della vita del Cavour, che non è, come il secondo, ricco di grandi fatti e di avvenimenti gloriosi, trattarono molto brevemente degli anni giovanili, se pur, qualche volta, non li passarono addiritura sotto silenzio.
William De la Rive, Luigi Ghiaia, Domenico Berti, veramente, ci ave­vano dato nelle loro opero notìzie abbastanza ampie e copiose anche in­torno alla giovinezza del Cavour e insieme ci avevano offerto il modo M assistere alla educazione dello spirito del nostro più grande statista. Ma nessuno dei tre, come ha fatto ora il Bufimi, aveva potuto mettere insieme tante notìzie, pubblicare net loro testo integrale tante lettere e documenti, o assolutamente inediti, o prima parzialmente tradotti dal fran­cese in italiano.
Nel primo di questi due nuovi e importantissimi volumi, particolare importanza, per le conclusioni nuove cui .conducono, hanno] le lettere scambiate tra il giovane Cavour e lo zio Gian Giacomo d'e Sellon, filan­tropo della scuola degli enciclopedisti, di cui nessun biografo aveva prima lumeggiato sufficientemente la figura e la mente. H Berti, a dire il vero, aveva veduto e tradotto alla peggio in italiano nn buon manipolo di lettere del oonte allo zio de Sellon, ma solo ora il Ruifini ce le fa comprendere interamente ponendole nella, loro cornice e dimostrando garbatamente come il dissidio tra 11 vecchio zio, teorico e idealista, e il giovane nipote, già tutto atteggiato ad un sano praticismo, si andasse facendo con gli anni sempre maggiore, senza per altra che venisse mai meno dall'una parte o dall'altra l'affetto o la stima.
Com'è noto, fino al 1830, Il pavone :se trovavasi già in disaccordo con le opinioni dello zio de Sellon, non aveva, fatto ancora apertale, di<-chiarata professione di un democratico liberalismo. Furono le giornate della rivoluzione di luglio in Francia e l'amore ardente per la bella In­cognita, ormai identificata eolia marchesa Anna Giustiniani nata Schiaf­fino di Genova, clie lo Spinsero ad abbracciare il partito più risoluto e lo decisero anche, per la troppa disformità tra i suoi sentimenti verso II re­gime di luglio e quelli del governo piemontese, a spezzare la sua carriera
militare.
Già prima il Berti, nella sua opera sulla giovinezza del Conte, aveva posto in rilievo e lumeggiato sobriamente bùie queste circostanze che se­gnarono un nuovo indirizzo uolla vita del Cavour e> jnjr non rilevandone 11 nome, aveva tratteggiato mirabilmente la flgurjl della Marchesa, donna d'alto intelletto e di sentimenti nobili e generosi, che., forse per essi, condusse vita tanto triste e dolorosa. Ma nelle pagine del Kuflìni, reve­renti e commosse, la povera marchesa Giustiniani appare con ben altro