Rassegna storica del Risorgimento
CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno
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1977
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pagina
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260
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Maria Franca Mettano
naparte non aveva: si profila dunque un lento ma progressivo passaggio dalla tutela francese verso un'autonomia, che è una presa di coscienza di una realtà nuova. Realtà d'un concreto mutamento della vita sociale ed economica che trova le sue radici autoctone nell'attività riformistica napoletana del 700 che i Francesi ebbero il merito di assecondare in armonia con la spinta dinamica che essi trasmettevano come frutto delle loro recenti esperienze nella terra d'origine. Murat rappresentò effettivamente in un determinato momento il punto d'incontro degli spiriti più sensibili dello Stato napoletano, tanto che lo stesso tentativo fallito della rivoluzione del '20 è da considerarsi come Io strascico e la chiusura del periodo muranti ano .4)
Sembra quindi difficile allargare le prospettive oltre questi limiti in riferimento ai fatti ultimi della sua vita. In altri termini: l'ardito e disperato tentativo in cui egli si lanciò nel 1815 può realisticamente valutarsi come un serio antefatto del Risorgimento italiano? o non piuttosto come l'epilogo sfortunato di una serie di maldestre e rischiose iniziative che trascinarono il sovrano dopo la caduta di Napoleone? Questo è in sostanza l'interrogativo che sembra lecito porsi in base alla lettura dei documenti che prenderemo in esame: ma, prima di arrivarvi, richiamiamo brevemente i fatti.
Volendo stabilire i possibili legami tra il fallito tentativo di Murat del 1815 e il Risorgimento, lo storico A. Dufourcq osservava a suo tempo: En 1815... pour la première fois, un état italien, fort de ses seules forces, du passe qu'il invoque et de l'avenir qu'il rève, pose à l'Europe la question de l'unite et de l'indépendance de l'Italie; en 1815 pour la première fois, apparait ce nouveau facteur de la politique européenne, l'Italie en tant que nation; les tragiques aventures de Murat en cette année ouvrent l'histoire du Risorgi' mento .5). E in rapporto al fallimento della prova : Pour avoir voulu donner à l'Italie l'indépendance et l'unite, le roi de Naples avait perdu sa couronne .6)
Oggi, a distanza di oltre un secolo dall'avvenuta unità d'Italia, si scorge in una visuale più critica quello che alcuni storici giudicarono l'avvio al movimento nazionale, o, per meglio dire, il primo episodio concreto in cui parve balenare una possibilità effettiva (e non solo aspirazione letteraria) di eliminare le molte barriere che dividevano le parti della penisola. Se può apparire discutìbile chiamarla guerra d'indipendenza, si trattava, però, di un appello lan-
Ibidem, p. 250.
3) A. DUFOURCQ, Murat et la question de l'unite italienne en 1815, in Mélange* d'archeologie et d'histoire, a. 18 (1898), pp. 207-208.
6> Ibidem, p. 325.
*?) Ibidem, p. 248. Sempre a proposito del re di Napoli, <c eroico duce della prima guerra per l'Indipendenza nazionale lo qualifica D. SPADONI (Nel centenario del proclama di Rimìni, in Rassegna storica del Risorgimento, a. II (1915), p. 363). Più centrato sembra il giudizio: H tentativo di Gioacchino Murat fu una protesta e fu un principio, infelice, ma non inutile (Ibidem). Cfr. anche F. GUARDONE, La prima guerra d'Indipendenza: Gioacchino Murat alla battaglia di Tolentino, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XVII (1930), pp. 52-74; D. SPADONI, La conversione italiana del Murat, in Nuova rivista storica, a. XIV (1980), pp. 217-252.
Cfr. anche G. RAFFAELLI, Gioacchino Murat e l'indipendenza italiana, Cingoli, 1928 (memoria presentata al sedicesimo Congresso per la storia del Risorgimento tenutosi a Bologna nel novembre 1928), che contesta a D. Spadoni la sua posizione tenuta al quindice-