Rassegna storica del Risorgimento

PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno <1920>   pagina <362>
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A. P0SZA DI 8. BfjfcftTtiM
finché si era trattato di affari puramente finanziari, si dimostravano intransingenti al massimo grado per ciò che concerneva l'amnistia temendo che essa potesse interpretarsi come imposizione subita dal* l'Austria, con danno al prestigio dell'autorità, imperiale, e che fos­sero per conseguirne, in un avvenire punto remoto, difficoltà non lievi per il governo dei suddita italiani.
In conversazioni private, il Pralormo, rianaci tuttavia a far con­venire allo Hess che un decreto di abolizione in favore degli emi­grati lombardi era atto necessario . Senonchè il Generale pretendeva che esso non dovesse essere oggetto di convenzione o di stipula­zione di sorta, ma dovesse riserbarsi unicamente e palesemente al­l'iniziativa dell'Imperatore, perchè non si potesse attribuirgli altro significato che non quello di manifestazione spontanea della sovrana clemenza di lui (1).
Porte di questa prim rsfa pur lievegemGessione, 21 lo­glio, quando il De Bruck' ebbe accettato, di massima il contro-pro­getto presentatogli, il conte di Pralormo entrò decisamente in argo­mento, dichiarando che l'amnistia non soltanto costituiva a condi­zione essenziale e fondamentale della pace, ma era da considerarsi come" una tra le principali garanzie per l'ordine inteÈKp; in Pie- monte, nel senso che non sarebbe stato possibile trovare nel Begno a un solo galantuomo che consentisse a conservare o ad acce-ttare un portafoglio, a prezzo di un trattato di pace non accompagnato da decreto di amnistia* (2).
Il De Bruck! parve scosso dal ragionamento e promise di scri­verne a Vienna, mettendo tf> .contiubuto rinn>énza del Radetzky, dello Hess e del Montecuccoh* per raggiungere lo mmo desiderato, nella miglior forma possibile.
I pentimenti che indussero net giorni; SiUeeessM ili nunistro au­striaco a tergiversare con" tentativi reiterati, per itnarè sulla pa­rola data circa la cifra dell'indennità: 'M guerra, si estesero tuttavia anche alle assicurazioni ora enunciate riguardo all'amnistia, senza però ottenere maggior successo.
Per affermare ufficialmente la. propria irredtojMitS sull'argo­mento, il 24 luglio i rappresentanti del Piemonte consegnarono ai De Bruck una dleuiarazione' scritta, nella CùA sigiiMcavano fdi
3 Biepacoii Ttiffà/mùa a d'Azeglio. SO luglio. (2) Biijpaccio. Pralormo a d'Azeglio, 21 lnglio.