Rassegna storica del Risorgimento
CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno
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1977
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pagina
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263
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Documenti vaticani sui Murat
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Restaurazione che fece sentire in Italia la vacuità di certe insofferenze, che parevano insormontabili, in nome d'una concezione più. comprensiva, che maturo finalmente gli Italiani a soffrire con una partecipazione diretta l'idea di nazione e non solo a viverla in una sfera puramente emotiva. Il supporto del sentimento anche sincero di chi credette allora a Murat, non poteva perciò colmare certe condizioni sostanziali necessarie a garantire la riuscita della sua impresa. Il terreno veniva a mancargli nello stesso regno di Napoli: la Costi-tuzione troppo frettolosamente data alla fine, l'incertezza sui veri intendimenti politici del re, i dubbi che muovevano molti verso un'avventura italiana 11} rendevano più che mai fragile il suo prestigio come guida credibile d'una guerra per l'unità nazionale. Così nel 1815 dopo essersi per un mese bravamente battuto, solo, contro gli Austriaci, in una guerra improvvisa e aver innalzato la bandiera dell'indipendenza italiana, si sfasciava miseramente dopo una battaglia campale non vinta più che perduta, quasi a mostrare l'intima debolezza del regno di cui era l'emanazione .
3. CAROLINA BONAPARTE-MURAT
Partiremo dallo spunto da cui prende le mosse la seconda posizione . È stato premesso che, se la causa reale per cui la diplomazia vaticana si occupa due volte a breve scadenza delle figlie di Gioacchino Murat si accentra sulla figura paterna, la causa occasionale è fornita invece dalla madre, Carolina Bona-parte, andata sposa non ancora ventenne al giovane collaboratore del fratello, col quale aveva diviso il regno di Napoli. La storiografia, specie francese, non è eccessivamente tenera verso Carolina. La si rende responsabile di ambizione sfrenata, di freddo calcolo, nonché d'influsso deleterio sul marito : celle qui fut en tout son mauvais genie .,3)
Nelle lettere di cui ci occupiamo non si trovano apprezzamenti né valutazioni se non marginali al riguardo dell'ex regina di Napoli, con cui in passato la S. Sede aveva avuto a che fare. Carolina era morta da circa un anno e la sua personalità, indubbiamente viva ed esuberante, non poteva ormai più disturbare come in vita, né destare suscettibilità. Stranamente, però, sono le sue spoglie mortali a costituire un problema impegnativo, perché le due figlie avevano sporto richiesta per ottenere il permesso di trasportarle da Firenze, dove la
il) Cfr. E. LEMMI, G. Murat e le aspirazioni unitarie nel 1815, in Archivio storico per le province napoletane, a. 26 (1906), pp. 169-222. A proposito della situazione in Italia del 1815: Ma la parola che faceva trepidare tutti i cuori era allora l'indipendenza; la costituzione veniva in seconda linea, e all'unità molti erano piuttosto contrari (p. 172); <r... il grande ideale era invece l'indipendenza dalla Francia e da Napoleone... (p. 173).
12) P. PIERI, Storia militare del Risorgimento. Guerre e insurrezioni, Torino, 1962,
p. 22.
13) Cfr. J. TuRQUAN, Lea soeurs de Napoléon. La princesse Caroline Murat, t. H, Paris, J. Tallandier, s.d., p. 194. E a proposito dell'influenza esercitata su Murat: On a dit aue Murat, à lui seul, provoqua la guerre et une seconde invasion, si funeste à la France. La reine Caroline en est ausai responsable quo lui. C'est elle qui dans son aveugle ambition de régner sur tonte l'Italie, usant de la nefaste influence qu'cllc exercait sur son mari, le poussa a en faire la conquéte dans l'esperà noe que l'cmpcrcur, ayant regie ses aiTaires avec l'Europe à coups de victoires, cornine il en avait Fhabitude, ratifierait le fait accompli. Dans cette circonstance encorc. Caroline fut fatale à la France .