Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <264>
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Maria Franca Mettano
contessa di Lipona (il suo nome di eaule) era morta il 18 gennaio 1839, a Bologna.,4) Si chiedeva in altre parole l'autorizzazione per il trasporto da uno Stato, il granducato di Toscana, ad un altro, la S. Sede, e conseguente tumula zione in Bologna.
Il fatto in sé non era né eccezionale né destituito di motivazioni plausibili, ma, come faceva notare il cardinale Legato, scrivendone al segretario di Stato Lambruschini, si verificava in concomitanza con un altro di indubbio signifi­cato: Mi ha fatto veramente un gran senso che mentre si fanno venire in Parigi le ceneri dì Napoleone dall'Isola di S. Elena, e che mentre tanto si parla di questa straordinaria risoluzione presa dal Ministero francese e che può compromettere l'interna tranquillità di quel Regno, si scelga appunto questo crìtico momento per far viaggiare anche le ceneri della defonta ved.a Murat Sorella di Napoleone, e di volerle depositare in Bologna, con erigerle anche un monumento, quantunque la suda vedova non abbia giammai avuto il suo domicilio in questa città, né abbia disposto nel suo testamento, per quanto al* meno si dice, di voler esser qui seppellita .15)
1. LE SORELLE MURAT, SUDDITE PONTIFICIE
Il caso aperto dalla richiesta assume connotazioni più chiare, se ci fermiamo a considerare la figura delle richiedenti. Ufficialmente erano come abbiamo accennato la marchesa Letizia Pepoli, residente a Bologna e la contessa Luisa Rasponi di Ravenna.
Travolte con la loro madre e i due fratelli nel tracollo che aveva colpito la famiglia, esse avevano provato giovanissime Tamara esperienza dell'esilio. Il peso più rilevante per responsabilità era certo toccato a Carolina, a cui non furono risparmiate difficoltà ed amarezze.16) C'era da salvare la dignità e la fierezza di un rango decaduto, ma da mantenere integro, anche nella mala sorte. Cera la presenza dei figli maschi e la problematica ipotesi di una suc­cessione sul trono da cui la famiglia era stata sbalzata.l7) Fra i numerosi ob­blighi non era certo il minore quello di pensare a un degno avvenire mairi* monialc delle due ragazze orfane e, ancora, rappezzare le falle che i dissesti politici avevano aperto nelle finanze della famiglia.181
Nel settore finanziario Carolina aveva trovato in parte il sostegno della propria famiglia, ma, nonostante gli aiuti, il suo non fu un compito facile.19)
,4> À. CORSIVI, / Bona parte a Firenze, Firenze, 1961, p. 274.
tf) Appendice* II* 1.
tó) Cr. per es. una lettera di Carolina a M.me de Réeamier (1824), riportata da J. TURQUAN. e* soeurs cit., p. 204.
17) Cfr. F. BARTOCGINI, // Murattismo, Speranze, timori e contrasti nella lotta per Punita italiana, Milano, 1959; M. V. GAVOTTI, Il movimento muratUano dal 1850 al 1860. Luciano Murat* Roma, 1927.
'8) Cfr. in Lea Arckives Murai oit., l'elenco dei Papicrs de Caroline Murai
(pp. 141-175).
19) Al Museo Centralo del Risorgimento di Roma sono conservale varie lettere della famiglia Bonaparte. Nella b. 889, fase. 12 ai trovano lettere del card. Fesch a Carolina Mu­rai. Già in data 12 agosto 1816 si parlava della dote di Letizia che, essendo nata nel 1802, era adolescente. Il cardinale asseriva di aver saputo dall'altra nipote Paolina che il mese