Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <265>
immagine non disponibile

Documenti vaticani sui Murai
265
Solo più tardi sotto il regno di Luigi Filippo riuscì a far valere i suoi diritti nella patria d'origine ed ottenne una pensione annuale di centomila franchi. Non era un vero e proprio riconoscimento delle pretese avanzate, comunque si stabili di corrisponderle quella somma in considerazione del fatto che aveva occupato il rango di regina e di essere la sorella di Napoleone. Vinse la sua battaglia poco prima della morte, ed è proprio in riferimento a questo assegno alla madre, sospeso in seguito al suo decesso, che entra in scena la minore delle due figlie, Luisa, di cui tratta abbastanza diffusamente la prima, in ordine cronologico, delle due posizioni , che si colloca perciò a pochi mesi dalla scomparsa di Carolina.
La contessa Rasponi si era recala appunto in Francia assieme al marito, dove aveva fatto un soggiorno di due mesi per cercare di ottenere dal governo la proroga della pensione assegnata a Carolina Murat.2,)
Il fatto del tutto privato si complicava tuttavia di conseguenze politiche, perché la contessa, secondo i sospetti della polizia, avrebbe fatto tappa nel suo ritorno presso la sorella a Bologna per recare delle carte di corrispondenza rivoluzionaria .22* Così segnalava il 23 novembre 1839 il card. Lambruschini da Roma al card. Macchi, legato di Bologna. La segnalazione non giunse in tempo utile per consentire un servizio di sorveglianza preventiva. Luisa si era trattenuta in breve soggiorno presso la sorella, poi era rientrata in Ravenna. Più che giustificabile la sosta bolognese: oltre i legami di parentela sufficienti a motivarla, ella aveva recato da Parigi alcuni preziosi da dividere con Letizia.
L'episodio permette al Macchi di tracciare un rapido schizzo delle due so­relle, nonché avanzare alcune considerazioni generali. Più preciso il ritratto di Luisa: Quantunque la contessa Rasponi sia la donna la più rivoluzionaria che esiste nelle Romagne, ed abbia già date troppe prove della sua avversione al Pontificio Governo, è però al tempo stesso assai cauta e prudente per non compromettersi ed esporsi a disgusti. . B) Il giudizio è martellato in maniera squadrata: Luisa è dipinta come una donna politicamente pericolosa, perché, oltre ad avere idee ben chiare in una certa direzione, è lucida ed accorta nelle sue mosse, tanto da non offrire pretesti che possano in qualche modo esporla a rischi. La descrizione del Macchi si accorda in misura abbastanza logica ad un episodio, credibile nelle sue linee, che apprendiamo da altra fonte.
Cronologicamente dobbiamo portarci ad alcuni anni prima. Siamo a Ra-
prossimo questa avrebbe fatto rimettere ce sessanta mila franchi. Ne ha dato a Livorno l'or­dine al banchiere... . Più avanti, sempre a proposito di Paolina: Essa si propone di som* ministrarvi ogni anno dodici mila franchi. Se questo reddito potesse servire per collocare Letizia, essa lo assicurerebbe, ed eziandio ne relascìerebbe subito il capitale. Ecco in sue* cinto la ripetuta promessa che mi ha fatto in varie conferenze che ho avuto con Lei. Vostra Madre è pronta per la stessa vostra figlia a fare uno sforzo. Ma dove trovare un marito che vi convenga? io credo che non bisogna troppo affrettarsi .
Non mancano in altre lettere espressioni dure da parte del cardinale nei confronti di Carolina sempre a proposito di affari in denaro.
20) J. TuRQUAN, Le* èoeura cit., pp. 207-208. La pensione vitalizia fu votata dalla Camera il 2 giugno 1838. Cfr. anche M. H. WEIL, Lea Bonaparte (Jerome et Caroline) à Florence, in Revne dea Étudea Napoléoniennea, a. 8, !.. II, settembre-oi tobre 1919, pp. 139* 140.
2D Appendice, I, 2.
22) Appendice, I, 1.
23) Appendice, I, 2.