Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <266>
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Maria Franca Mettano
venna, nel clima non certo favorevole all'ideologia liberale, che si era instaurato durante la legazione Rivarola. H cardinale si trovava, come la contessa Raspolli, a teatro e gualcano informò riservatamente quest'ultima che stava per essere arrestata e allontanata dallo Stato. Esistono 6Ì sa nella vita valori ideali e familiari che vanno difesi con qualche concessione all'opinione pubblica, pur senza pregiudicare la dignità personale. Luisa, a cui non mancava la prontezza di spirito, affrontò la situazione. Si alzò e con disinvoltura fece un gesto inusi­tato: rese visita di cortesia pubblicamente alla massima autorità ecclesiastica e civile, che è chiaro sarebbe dovuto essere anche il firmatario del suo arre­sto. Così il racconto, come viene riportato.24)
Se fosse storicamente provabile il proposito del Rivarola, l'incontro non programmato acquisterebbe un colore ben singolare. Fortunatamente la buona educazione è sempre un valido aiuto per dissipare il naturale stupore che su­scitano situazioni impreviste. Uno scambio di reciproche gentilezze in mezzo ad una cornice mondana dissolse una prospettiva ben diversa, che avrebbe pò-tuto vedere quelle stesse due persone in un rapporto del tutto rovesciato: l'ar­restante e la rivoluzionaria fermata. C'è da dire che il rappresentante ufficiale del governo era pur sempre un aristocratico che non poteva non apprezzare certi gestii, e la donna dalla fama rivoluzionaria era una dama che, senza smen­tire le sue idee, aveva pur reso un omaggio all'autorità, rendendo non impossi­bile, ma certo più difficile il passo clamoroso che il Rivarola si sarebbe proposto di fare. Autentico o ritoccato che sìa, l'episodio non contraddice, anzi si inserisce piuttosto da vicino all'immagine tracciata dal Macchi, che tende a rimarcare le doti di volontà e di capacità che non facevano difetto nella figlia minore di Murat, e che rendevano più arduo il compito di controllarne le mosse. Varie sono le testimonianze di contemporanei che confermano queste caratteristiche. Una donna di alti spiriti la qualifica M. Minghetti nelle sue memorie.25* N. Tommaseo, supplicandola che si adoperasse per un intervento francese a favore di Venezia, scriveva nel 1849: Italiana e francese, Donna di Regio sangue e di privata modestia, ella ha in sé quanto è richiesto per intendere i nobili sen­timenti e gli altrui infortuni .26)
Luisa fu in relazione, come la sorella, con gli uomini più sensibili al movi­mento risorgimentale operanti in Italia;275 e fra questi L. C. Farmi.M)
Vale la pena tener presente anche il giudizio della cugina Giulia Bona-parte di Roccagiovine, acuta e attenta osservatrice: ...la princesse Louise Murat Raspo ni qui a tonte ma sympathie, car elle est franche, intelligente et
W L. RAS PONI MURAT, Souvenir* d'enfance d'un fìlle de J. Murai, Paris, 1929. Cfr. a p. 349*350 un'appendice aggiunta, non dell'autrice.
25) M. MINGHETTI, Miei ricordi, voi. IH, Torino, 1890, p. 153.
26) Cfr. Rivista italiana di studi napoleonici, a. 7 (1968), p. 143, lettera riprodotta nel Notiziario e Varietà (N. Tommaseo a L. Rasponi, 30 maggio 1849, tratta dagli archivi della famiglia Rasponi).
W Cfr. F. BARTOCCINI. Il M uranismo cit., p. 22. Sulle due sorelle Murat: Letizia e Luisa, donne energiche ed attive che sembravano aver ereditato tutta la volontà e l'am­bizione paterne .
28 > Cfr. G. CORTESI, Inventario delle carte Forini, Ravenna, 1960, dove sono indi­cate lettere di Luisa ed altri componenti della famiglia Rasponi, come pure di Letizia e della famiglia Popoli.