Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <272>
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22 Maria Franca Mettano
Stato non ebbe ripensamenti. Il no dell'autorità centrale venne semmai ad attingere una forza indiscussa, in quanto ribadito dallo stesso Gregorio XVI, il quale era nella determinazione ferma di non doversi accordare il permesso .64)
6. IL RAPPORTO MACCHI
Fermiamoci ora ad analizzare, in margine al diniego opposto nel 1840, la documentazione che viene da Bologna a Roma, che ci permette di individuare con chiarezza alcuni elementi interessanti del rapporto Macchi. Questi motivi vanno oltre il caso esaminato e ci immettono in un ordine ben più inquietante di problemi: è in sostanza la denuncia dell'autorità che regge la provincia della crisi che inesorabilmente corrode lo Stato pontificio.
La domanda delle due figlie era stata avanzata in semplice via amministra* Uva per ottenere l'autorizzazione presso il cimitero comunale di Bologna. Esse desideravano erigere un monumento consistente in un piedistallo col busto in marmo della defunta lavorato già dal celebratisi Canova, e colla iscrizione indi* cante semplicemente il di lei nome e cognome . Richiesta discreta, aliena da velleità trionfalistiche (la morta era stata regina), non certo disdicevole al comune, essendo anche vantaggioso di accrescere nel sud.o Cimitero i Monu­menti che sortono dalle mani di insigni Artisti .66*
Merita attenzione l'esame dei possibili riflessi politici nell'ipotesi che fosse andato in porto il progetto. Su questo punto anzi le voci sono due: quella del cardinale legato e quella di Filippo Cursi, direttore di Polizia. Entrambi con­cordano sulla necessità almeno temporanea di non prendere una decisione: più. flessibile il Macchi per una successiva affermativa, più rigido, ma non del tutto chiuso, il funzionario governativo.
Due sono in sostanza le ragioni addotte. Una è di natura immediata: l'im­minenza del trasporto della salma di Napoleone da S. Elena a Parigi, che doveva attuarsi in quei mesi. Il Cursi sottolinea in proposito: la defunta ved.a Murat era sorella, come ognuno ben sa, dell'estinto Imperatore Napoleone, e venti­cinque anni ormai decorsi non furono pur anche sufficienti a cancellare dalla mente degli uomini la di lui memoria, ed i principi radicati nei Popoli del di lui Impero, e la Francia stessa ce ne offre l'esempio della traslazione ordinata delle di lui spoglie in Parigi . 67> Se venticinque anni non hanno chiuso quello
M> Appendice, II, 5.
*5) Appendice, II, I e 2. Intorno all'intensa attività artistica svolta dal Canova in seno alla famiglia Bonaparte, cfr. A. D'ESTE, Memorie dì Antonio Canova, Firenze, 1854, pp. 187 e 336, relativamente ai sovrani di Napoli; cfr. anche M. QUATREMÈRE DE QUINCY, Canova et se ouvrages ou mémoires historiques sur la vie et les travatix de ce célèbre artiste, Paris, 1834, p. 171; A. MUNOZ, Antonio Canova. Le opere, Roma, ed. Palumbi, s.d., p. 87; Catalogo cronologico delle sculture di Antonio Canova, pubblicato dietro richie­sta di SJi.R. il Principe di Baviera, Roma, 1817, p. 15; V. MALAMANI, Canova, Milano, Hoepli, s.d., p. 177 sgg.; Mostra Canoviana, Catalogo, a cura di L. Po LETTI, Treviso, 1957, pp. 72-73; C. HUBERT, La sculpture dans l'Italie Napoleoni-enne, Paris, 1964, pp. 93, 156. Cfr. figure 68 e 70.
**) Appendice, II, 1.
67> Ibidem, La salina di Napoleone arrivò a Parigi il 15 dicembre 1840, salutata da vivissima emozione di popolo. Cfr. Funérailles de l'Empereur Napoléon, Relation officielle