Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <276>
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Maria Franca Mellano
zione delle ceneri di Napoleone a Parigi) ad accondiscendere al desiderio delle due figlie Murat, purché tutto fosse avvenuto in termini strettamente privati.791
Potremmo chiederci a questo punto se Murat, che sembra qui incarnare U temuto mito dell'Italia unitaria, fosse davvero conscio di questo ideale per il quale era sceso paladino e si era battuto. Indubbiamente nel corso degli anni del suo regno egli ne aveva preso graduale coscienza, prima con un certo fasti­dio e diffidenza,80 poi, nonostante la scarsa predisposizione ai problemi poli* tici che gli viene addebitata dagli storici, dovette sentirlo nella sua indiscutibile consistenza.
A. Valente mette in luce come si insinuasse e via via si radicasse nel sovrano la consapevolezza della necessità di orientarsi politicamente in senso unitario. Rimandiamo specialmente al suo excursus Murat e la quistione ita­liana , 81> dove attinge a fonti soprattutto epistolari per mettere in luce la progres­siva maturazione di Gioacchino verso la concezione che prima aveva avversato, nonché la sua franca offerta a Napoleone, relegato all'Elba, di farsene promotore e prendere l'iniziativa di donare l'indipendenza e l'unità agli Stati della penisola. Senza dubbio per Murat il miraggio della corona d'Italia costituiva in sé un richiamo lusinghiero, che non poteva non esercitare la sua potente attrattiva. Come dice la figlia Luisa: C'était un beau project, bien fait pour séduire, ponr entrainer un esprit aussi chevaleresque et aventureux que celui de mon Pere ... .82)
Qualche eco la troviamo nelle lettere stesse di Murat all'atto della campa­gna: L'enthousiasme est inexprimable. Il est general, chez le peuple de la ville et de la campagne, chez la noblesse, chez le clergé. Tous veulent l'Italie réunie; tous veulent l'Italie indépendante. On distingue parmi les villes les plus déci-dées: Milan, Bologna, Brescia, les villes de Piémont83) e ancora: L'enthou­siasme des Italiens est incroyable .M) Tale slancio doveva piano piano svanire e Murat, dallo spirito generoso e avventato nel contempo, doveva assaporare l'amarezza della sconfitta, il che nulla toglie, però, alla validità della sua intui­zione, giustamente messa in luce nella conclusione dell'excursus sopra citato: Riteniamo che Murat non avesse avuto tutti i torti nel suggerire a Napoleone che l'unica via da tentare contro la coalizione fosse la forza nuova del patriot-
7) Ibidem.
*9 In una lettera del 25 febbraio 1809 a Napoleone, Murat scriveva: a Sarei col­pevole se non vi parlassi dei patrioti e dei loro progetti ... I loro progetti sono giunti a maturità; tutto è organizzato per un movimento generale in tutta l'Italia; i capi corri­spondono fra loro, gli uffici di corrispondenza sono a Napoli, Roma, Firenze, Ancona, Bo­logna, Milano, Venezia, Torino, Genova... Io ve lo ripeto, sire: essi non sognano che riu­nione di tutta ITtalia .,. . E. ROTA, // problema italiano dal 1100 al 1815. L'idea unitaria, Milano, 1941, p. 245. Cfr. anche p. 266 sgg.
81> A. VALENTE, G. Murat cit. (ed. del 1965), pp. 333-379. Cfr. anche il già citato D. SPADONI, La conversione italiana del Murat, che metteva in luce giustamente le a deformazioni e le leggende sulla figura del Murat per opera di molti scrittori specialmente francesi e la necessità di considerarla oc finalmente in modo coscienzioso dal punto di vista nostro nazionale per chiarirne a insieme con i difetti e gli errori, la fisionomia che realmente le spetta nella storia del Risorgimento italiano (p. 218).
B> Souvenir* cit., p. 207.
83) F, BEAUCOUR, Murat et l'Unite italienno en 1815 in Rivista italiana di studi napoleonici, a. 6 (1967), p. 203 (lettera da Forlì di Murat al suo ministro di Polizia gene­rale, 31 marzo 1815).
M> Ibidem, p. 205 (Murat al ministro segr. di Stato, Ferrara, 6 aprile 1815). Cfr. anche A. VALENTE, G. Murat cit., p. 374.