Rassegna storica del Risorgimento
CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
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1977
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Maria Franca Mettano
11,1
11 card. Macchi al card. Lambruschini (A.S.V., Carte Macchi 40, ff. 392-394 minuta)
Riservatissimo. Bologna, 8 luglio 1840
Questo Sig.r Senatore mi ha con suo riservato Foglio partecipato che le due sorelle figlie di Gioacchino Murat cioè la Sig.a Marchesa Pepoli maritata in Bologna, e la Sig.a Contessa Rasponi abitante in Ravenna hanno richiesto di comprare un apposito luogo in questo Cimitero Comunale per farvi trasportare le spoglie della loro Madre morta non ha guari in Firenze, facendole eri gere un monumento consistente in un piedistallo col busto in marmo della defunta lavorato già dal celebratis.o Canova, e colla iscrizione indicante semplicemente il di lei nome e cognome. Dichiara lo stesso Sig.r Senatore che niun ostacolo s'incontrerebbe per parte del Comune, il quale fornisce simili luoghi a chi li ricerca e ne paga il prezzo, essendo anche vantaggioso di accrescere nel sud.o Cimitero i monumenti che sortono dalle mani d'insigni Artisti. Avendo peraltro al tempo stesso riguardo alle particolari circostanze che concorrono in questo caso ha creduto prima di annuire all'inchiesta (sic) di farne a me riservata rappresentanza, pregandomi di manifestargli il mio parere a regola delle successive risoluzioni. Credo bene di umiliare qui acchiusa all'E.V. nel suo originale la lettera scrittami dal lodato Sig.r Senatore, onde ne conosca il tenore.
Mi ha fatto veramente un gran senso che mentre si fanno venire in Parigi le ceneri di Napoleone dall'Isola di S. Elena, e che mentre tanto si parla di questa straordinaria risoluzione presa dal Ministero Francese e che può compromettere l'interna tranquillità di quel Regno, si scelga appunto questo crìtico momento per far viaggiare anche le ceneri della defonta ved.a Murat Sorella di Napoleone, e di volerle depositare in Bologna, con erigerle anche un monumento, quantunque la sud.a vedova non abbia giammai avuto il suo domicilio in questa Città, né abbia disposto nel suo testamento, per quanto almeno si dice, di voler esser qui seppellita. Non appartenendo a me di giudicare le intenzioni delle due figlie e volendo anche attribuire la loro richiesta al solo amore materno, certo è che possono i faziosi profittare per elettrizzare gli spiriti, e per turbare quella tranquillità, di cui felicemente si gode. Questi timori sono tanto più fondati in quanto che fu appunto Gioacchino Murat che trovandosi in Bologna nel 1814 alla testa della sua armata Napoletana vi proclamò l'Indipendenza Italiana, locché gli conciliò il favore del Liberalismo, ed esiste tuttora nn partito affezionato alla Famiglia Murat. Avendo io intanto tenuto segreto proposito sull'istanza avanzata con questo Sig.r T.e Col.o Freddi e col Sig.e Direttore di Polizia, ambedue si sono mostrati decisamente contrari pei motivi che V.E. leggerà in dettaglio nello acchiuso Foglio consegnatomi dallo stesso Sig.r Direttore, e che qui le compiego nel suo originale.
Per quanto però siano fondate le ragioni per dare alle due figlie Murat una negativa, non Sfuggiranno certamente all'alta penetrazione di V.E. i clamori che si ecciteranno contro il Pontificio Governo per ricusare alle due figlie maritate in queste Legazioni la consolazione di avere a loro vicine le ceneri della Madre defunta. I giornali di Francia e dell'Inghilterra ne faranno probabilmente argomento dei loro attacchi contro il Pontifìcio Governo, tanto più che se fu inter-