Rassegna storica del Risorgimento
CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno
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1977
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pagina
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281
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Documenti vaticani sui Murai 281
detto alla ved.a Murai nel 1836 l'ingresso in queste Legazioni, quest'ordine peraltro fu poi ritirato, e potendo quindi la vedova recarsi a Bologna, quando era viva, si dirà che vogliamo esercitare il rigore contro i morti. Potrà anche la stampa francese prendere da ciò argomento per rappresentarci mal sicuri e poco confidenti neiraffezione dei popoli, e che bastano le sole ceneri di una donna per metterci in timore.
Potrebbe ancora la nostra renuenza {sic) in ricevere le spoglie della Sorella di Napoleone essere interpretata per una dissaprovazione di quanto poco fa ha operato la Francia, tanto più che il Pontificio Governo ha non solo finora bene accolto i membri di questa famiglia, ma ha prodigato loro anche molti favori.
Tutti questi riflessi non mi permettono di prendere su di me la decisione di un affare così delicato, e m'impongono il dovere di mettere il tutto sotto gli occhi dell'E.V. pregandola di volermi manifestare i suoi sentimenti, e darmi le opportune istruzioni. In quanto a me credo che il temperamento più prudente sarebbe quello di non dare per ora alcuna risposta decisiva al Sig.r Senatore, dicendogli io soltanto di viva voce che allorquando sarà effettuata la traslazione delle ceneri di Napoleone in Parigi, si potrà trattare di una tale pendenza, tanto più che non si conoscono ancora le intenzioni del Figlio ed Erede della defonta, e se il Governo Toscano abbia aderito o no ai desideri delle due figlie. Avremo così tempo di vedere cosa sarà per accadere in Francia, e si potrà quindi con piena cognizione delle cose prendere quelle determinazioni che si crederanno convenienti. Se nulla accade in Parigi di sinistro all'arrivo delle ceneri di Napoleone [cancellato: si può essere tanto più tranquilli in rispetto a Bologna, giacché per quanto questo Sig.r Direttore di Polizia ed il T.e Col. Freddi siano allarmati, io credo che niun serio disordine potrebbe accadere se le ceneri della ved.a Murat] e si rinnovassero allora nelle debite regole le istanze per riceversi qui le ceneri della defonta vedova, sarebbero certamente diminuite le difficoltà, né io avrei ragione di temere di alcun serio disordine se le spoglie della sucl.a defonta fossero trasportate direttamente in questo Cimitero distante di qui senza pompa e senza entrare in Città. Tuttavia considero questo affare così grave da poter meritare le profonde meditazioni dell'E.V. che è in grado assai più di me di conoscere cosa convenga fare, e ciò ch'esigono gl'interessi del Pontificio Governo.
Nella fiducia intanto che l'E.V. si degnerà manifestarmi le savie sue determinazioni in proposito, mi onoro di rinnovarle.
H
F, Guidoni al card. Macchi (A.S.V.. Carte Macchi 40, f. 388, copia)
Eminenza R.ma Bologna, 2 luglio 1840
La Sig.ra Marchesa Letizia Pepoli Murat e con Essa la Sorella Sig.a Contessa Rasponi Murat abitante in Ravenna proponendosi di qui far trasportare le spoglie della loro Madre vedova del già Re di Napoli, defunta in Firenze nel desiderio che abbia Sepolcro presso ove per li contratti sponsali hanno dimora, fecero domanda di apposito luogo in questo Cimitero Comunale.
Il luogo sarebbe di quelli destinati ai distinti depositi, e si erigerebbe il consueto monumento, che sarebbe formato di un piedistallo con sopra effigiata