Rassegna storica del Risorgimento

CAROLINA BONAPARTE MURAT, REGINA DI NAPOLI; MURAT LETIZIA; MURA
anno <1977>   pagina <282>
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Maria Franca Mettano
in busto marmoreo del cclcbratissimo Canova la defunta, con inscrizione indi­cante il di lei nome e cognome semplicemente,
Niun ostacolo vi sarebbe per parte del Comune, che favorisce simili luoghi a chi li ricerca o ne paga il prezzo, vantaggiandosi sempre anche coll'accrescerei dei monumenti, molto più quando vi si abbiano opere d'insigni Artisti.
In ogni modo però avuto riguardo alle particolari circostanze, ho creduto prima di annuire all'inchiesta di farne riservata rappresentanza all'Eminenza V.ra R.ma. affinché voglia degnarsi di manifestarmi su di ciò l'autorevole suo parere a regola delle successive risoluzioni.
Colla quale preghiera inchinato al bacio della Sacra Porpora, ho l'onore di rassegnarmi con profondo ossequio.
II, 3
Filippo Cursi al card. Macchi (A.S.V., Carte Macchi 40, ff. 390/391, copia)
Riservatissimo. Bologna, 6 luglio 1840
Essendosi degnata V.ra E.za R.ma di comunicarmi il desiderio della Sig.a Marchesa Letizia Pepoli Murat dimorante in Bologna, e della di lei Sorella Contessa Rasponi Murat domiciliata in Ravenna, che si propongono di far trasportare da Firenze a questo Cimitero Comunale della Certosa le ceneri della defunta loro Genitrice già vedova del fu Gioacchino Murat, mi faccio un dovere di subordinare all'alto di lei intendimento le seguenti riflessioni. Tanto per la parentela contratta in questa Città dalla Famiglia Murat con i marchesi Pepoli, come per la dimora che nel 1814 vi fece l'Esule Gioacchino, procla­mando l'Indipendenza Italiana, grandissima è tuttora la simpatia di queste popò-lazioni verso la Famiglia stessa.
Il Governo, cui non erano ignote queste circostanze, assai riflessibili in politica, negò più volte ed in specie nel 1836 l'accesso nei Domini Pontifici alla stessa vedova ora defunta Murat, non immune da sospetti di maneggi; sospetti che oggi non senza fondamento gravano la figlia Contessa Rasponi maritata in Ravenna. Con questo fatto pertanto che produrrebbe una eclatanza inevitabile, non si farebbe altro che riscaldare maggiormente le idee del partito dei Libe­rali, e verrebbe a permettersi al tempo stesso una dimostrazione atta a servire di causa potente, se non di commozione, almeno d'imbarazzo e d'imprudenza, che nelle sue conseguenze potrebbe essere pericolosa per l'esempio che offre alla inesperta gioventù.
La defunta v.a Murat era Sorella, come ognuno ben sa, dell'estinto Impe­ratore Napoleone, e venticinque anni ormai decorsi non furono pur anche suffi­cienti a cancellare dalla mente degli nomini la di lui memoria, ed i principi radi* cali nei popoli del di lui Impero, e la Francia stessa ce ne offre l'esempio della traslazione ordinata delle di lui spoglie in Parigi.
Io dunque, avuto a calcolo queste circostanze, e riflettendo all'indole di queste popolazioni facili ad elettrizzarsi; fatto altresì riflesso alla tendenza di una gran parte di queste popolazioni stesse ad un nuovo ordine di cose, ed infine allo stato politico dell'Italia, sarei di subordinato parere che non si dovesse per­mettere, almeno per ora, la proposta traslazione delle ceneri della vedova Murat nel Cimitero Comunale di questa Città, anche perché non discendente da una