Rassegna storica del Risorgimento
GIGLIUCCI GIOVANNI BATTISTA LETTERE
anno
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1977
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pagina
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287
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Una lettera di G. B. Gigliucci ai figli 287
E se avrete mai offeso qualcuno, mettete il vostro amor proprio in farne spontanea ammenda domandandone scusa.
Siate sempre pronti a giovare il vostro simile secondo le vostre forze e senza ostentazione cioè il più celatamente che potrete.
Quando avrete ricevuto un beneficio non lo dimenticate mai e la vostra gratitudine sia piuttosto esagerata che scarsa. E sia gratitudine di opere giacché la gratitudine di parola sola è una gratitudine magra assai.
Alcuni degli avvertimenti che vi do, figlioli miei, non sono praticabili da Porzia e da Valeria3) nel modo istesso in cui lo sono da Giovanni e da Mario: ognuno di voi se ne giovi secondo la propria situazione.
CoITandar del tempo probabilmente vorrete accasarvi. Prima di risolversi a farlo pensateci bene e molto; non vi esca di mente che il passo è serio assai assai. Vi consiglio di non farlo se non vi sentirete una ben forte e ragionata inclinazione per la persona cui intendereste sposarvi.
Un Matrimonio fatto per una inclinazione cieca o per vedute di interesse senza inclinazione rarissime volte riesce a buon fine.
Ma pensate ancora che se Finteresse non deve essere la nostra guida principale nella scelta di una moglie o di un marito, non deve però essere trascurata. Coll'andare del tempo la famiglia cresce, e se per disgrazia durante la fanciullezza di quelli che sopravvengono la Provvidenza vi manda qualche infermità o peggio, con pochi mezzi è difficile tirare avanti la famiglia senza privazioni, le quali, in caso di malattia, per esempio, si sentono di più.
Se vi accaserete, io vi consiglio di andare a vivere marito e moglie soli, cioè separarvi tra fratelli e sorelle. È assai difficile che i gusti di più persone siano gli stessi ed è assai naturale che ognuno preferisca i proprii e più ancora quelli della propria moglie o proprio marito. Ora, facendo casa moglie e marito soli senza cognati e senza suoceri si evitano tanti leggeri sacrifici che alla lunga diventano pesanti e spesso sono causa di durevoli dissapori, le conseguenza dei quali, molte volte seguitano ancora dopo morte a danno dei figli. Né crediate che il dividervi sarebbe antieconomico, né che separati con una quarta parte ciascuno dovreste negarvi più cose di quelle che potreste concedervi col tutto restando uniti. E poi, a costo ancora di qualche privazione vi converrebbe meglio dividervi pel bene della pace di ciascuno e della concordia reciproca.
S'intende già che ognuno dovrete occuparvi a qualche cosa per avvantaggiare la vostra fortuna particolare e provvedere al futuro della vostra famiglia rispettiva. Quando pure foste cosi favoriti dalla Provvidenza che nuotaste in mezzo agli agi di ogni sorta, dovreste occuparvi in qualche cosa utile a voi stessi, o, meglio, al prossimo ed alla Patria, per evitare l'ozio padre di tutti i vizi, e, causa principale del basso stato in cui è caduta l'Italia. Abbiate in orrore quel vecchio adagio ce il dolce far niente . Ogni Italiano dovrebbe arrossire anziché ridere di un tal motto, che serve solo a dar la misura della nostra ignavia.
3> Nomi delle figlie.