Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA 1875-1898; PARETO VILFREDO
anno <1977>   pagina <288>
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PARETO E LA POLITICA ITALIANA DI FINE SECOLO
Pareto ha un posto notevole fra gli studiosi che si occuparono assidua* niente nei loro scritti dei problemi dello sviluppo politico, economico e sociale italiano. Questo aspetto della sua opera, fino ad oggi abbastanza trascurato per l'incompleta conoscenza della sua pubblicistica, mi sembra particolarmente inte­ressante in quanto aggiunge qualche nota allo studio della vita politica ed eco­nomica dell'Italia nella seconda metà del XIX secolo e in particolare del movi­mento libero-scambista e delle sue manifestazioni non sempre chiare.1' Ma soprattutto, attraverso questi scritti, si può seguire la progressiva trasformazione di Pareto che, partendo da una posizione di estremo impegno, teso ad analizzare e a denunciare le condizioni politiche del suo tempo, giunge a un tale disgusto e a un tale scetticismo che è costretto ad abbandonare Fattività pratica e a dedicarsi, quasi esclusivamente, allo studio dell'economia e della sociologia.
Il Pareto del periodo fiorentino è un liberale che, sia pure con qualche riserva, crede nel sistema democratico parlamentare e nel libero scambismo. Convinzione questa che scaturisce sia da predisposizione interna, sia, anche se non lo riconosce, da circostanze esterne quali la residenza a Torino, la fre­quenza dal 1886 ai 1889 di quella università dove si risentivano ancora gli echi di Cavour e di Francesco Ferrara, l'impiego in un'impresa ferroviaria prima, in un'industria siderurgica poi, che gli permisero di constatare, praticamente ogni giorno, le conseguenze dannose del protezionismo e le relative torbide manovre.
Importanti per conoscere i sentimenti di Pareto giovane sono una lettera ad Antonio Antonucci del 7 dicembre 1907 e la tesi di laurea. Esse ci dicono che Pareto si è formato sotto l'egida di un positivismo rigido. Alla lettura di Comte, affianca quella de t principi di economia politica di Stuart Mill, Le Armonie economiche di Bastiat, le teorie di Darwin:
I sentimenti miei evidentemente mi portano verso quell'indipendenza individuale che un tempo ebbe nome libertà. Avevo circa sedici anni quando mi accadde di leggere due autori di indole contraria, cioè il Bossuet e il Bastiat. Il primo mi dispiacque fieramente, il secondo soddisfece interamente i miei sentimenti, i quali in ciò si trovavano contrari a quelli delle persone tra le quali vivevo, onde posso dire che non furono acquisiti, ma che erano conseguenza dell'indole che sino dalla nascita avevo.
Nel 1868 avevo ventanni e potevo ai sentimenti aggiungere il ragionamento... Lessi allora il Buckle e me ne innamorai... H mio credo in quel tempo era all'incirea il seguente. L'economia politica come l'avevano costituita gli economisti detti classici, era una scienza
') Le opere principali di Pareto come il Cours d'economie politique, Les systèmes socialistes, il Tratte de sociologie generale sono già ricchi di osservazioni e di riflessioni a questo riguardo, ma lo sono ancora di più i numerosissimi articoli, molti dei quali sono stati recentemente ripubblicati negli Scritti Politici, a cura di G. BUSINO, Torino, TJTET, 1974, voli. Il e III, composti da Pareto nell'arco di vent'anni ed apparsi su numerose rivi­ste specializzate italiane e straniere, come su periodici e quotidiani. A questa massa impo­nente di scritti si devono aggiungere ancora le numerosissime lettere indirizzate alle per­sone più. svariate: ad Emilia e Ubaldino Peruzzi, a Maffeo Pantaleoni, a Felice Cavallotti, a Napoleone Colajanni, ad Arcangelo Ghisleri ecc.